Foibe, oggi è il Giorno del ricordo. La celebrazione al Senato con Casellati, Fico e Conte. Mattarella: “Fu una sciagura nazionale. No al negazionismo militante”

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Il presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati, oggi alle 16 nell’Aula di Palazzo Madama aprirà, con il suo intervento, la cerimonia del “Giorno del Ricordo” organizzata insieme al presidente della Camera, Roberto Fico, in occasione della solennità civile nazionale del 10 febbraio istituita in memoria di tutte le vittime delle Foibe. All’evento, che sarà trasmesso in diretta su Rai2 a cura di Rai Parlamento, oltre il presidente della Camera, anche il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina, il presidente della Federazione delle Associazioni degli esuli istriani, fiumani e dalmati, Antonio Ballarin, e il professor Davide Rossi dell’Università degli Studi di Trieste. Il programma prevede l’esecuzione dell’Inno nazionale da parte del Coro dell’Istituto Comprensivo Statale “Virgilio” di Roma, diretto dal M° Alberto Antinori. Dopo l’intervento di apertura del presidente Casellati, a prendere la parola sarà il presidente Fico. Seguiranno i contributi di Ballarin e Rossi.

Al termine degli interventi, Isabel Russinova leggerà un brano tratto da “Una valigia di cartone” di Nelida Milani. Seguirà quindi la premiazione della IX edizione del Concorso nazionale 10 febbraio “Arte, Scienze, Cultura, Sport: personaggi illustri del mondo giuliano-dalmata”. Il presidente del Senato assieme al presidente della Camera dei Deputati e al ministro dell’Istruzione consegneranno le targhe agli studenti delle scuole vincitrici. L’intervento di chiusura della celebrazione spetterà infine al premier Conte.

“Si trattò di una sciagura nazionale – ha sottolineato ieri il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella – alla quale i contemporanei non attribuirono – per superficialità o per calcolo – il dovuto rilievo. Questa penosa circostanza pesò ancor più sulle spalle dei profughi che conobbero nella loro Madrepatria, accanto a grandi solidarietà, anche comportamenti non isolati di incomprensione, indifferenza e persino di odiosa ostilità. Si deve soprattutto alla lotta strenua degli esuli e dei loro discendenti se oggi, sia pure con lentezza e fatica, il triste capitolo delle Foibe e dell’esodo è uscito dal cono d’ombra ed è entrato a far parte della storia nazionale, accettata e condivisa. Conquistando, doverosamente, la dignità della memoria”.

“Esistono ancora piccole sacche di deprecabile negazionismo militante. Ma oggi – ha aggiunto il capo dello Stato – il vero avversario da battere, più forte e più insidioso, è quello dell’indifferenza, del disinteresse, della noncuranza, che si nutrono spesso della mancata conoscenza della storia e dei suoi eventi. Questi ci insegnano che l’odio la vendetta, la discriminazione, a qualunque titolo esercitati, germinano solo altro odio e violenza. Alle vittime di quella persecuzione, ai profughi, ai loro discendenti, rivolgo un pensiero commosso e partecipe. La loro angoscia e le loro sofferenze non dovranno essere mai dimenticate. Esse restano un monito perenne contro le ideologie e i regimi totalitari che, in nome della superiorità dello Stato, del partito o di un presunto e malinteso ideale, opprimono i cittadini, schiacciano le minoranze e negano i diritti fondamentali della persona.

“E ci rafforzano – ha detto ancora Mattarella – nei nostri propositi di difendere e rafforzare gli istituti della democrazia e di promuovere la pace e la collaborazione internazionale, che si fondano sul dialogo tra gli Stati e l’amicizia tra i popoli. In quelle stesse zone che furono, nella prima metà del Novecento, teatro di guerre e di fosche tragedie, oggi condividiamo, con i nostri vicini di Slovenia e Croazia, pace, amicizia e collaborazione, con il futuro in comune in Europa e nella comunità internazionale”.