Fondazioni da 110 e mancia. La Giannini finanzia le associazioni. E il compagno di partito Realacci gode

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di Carmine Gazzanni

Il gioco è sempre lo stesso: con la logica del contributo (in linea teorica, lodevole) alla fondazione che fa ricerca, il ministero dell’Istruzione assegna fondi a pioggia a questo o quell’ente privato. Peccato però che, nella lista dei beneficiari, come sempre accade, spuntano qua e là fondazioni nel cui comitato direttivo annoverano politici e compagni di partito. Un esempio? Tra i premiati, spunta anche la fondazione “Symbola”, presieduta dal parlamentare Pd Ermete Realacci, compagno di partito dello stesso ministro, Stefania Giannini, che assegna i fondi. Insomma, il dubbio che ci sia un minimo conflitto d’interessi è più che fondato. Ma, d’altronde, non è questo l’unico caso. In totale parliamo di 43 enti che beneficeranno di 4,5 milioni di euro.

ASSEGNI CON RITARDO – Non parliamo, peraltro, di contributi relativi al 2016. Né di quelli dell’anno scorso. Il ministero dell’Istruzione è infatti in clamoroso ritardo: parliamo dei fondi del 2014, addirittura e che solo ora vengono assegnati. Ma, peraltro, non interamente. Nel decreto, infatti, si specifica che verrà versata metà “dote”; l’altra metà solo dopo la verifica dell’attività di ricerca. A prescindere dall’attesa, però, in tanti godranno dei fondi pubblici. Indispensabili per le opere meritorie che i vari enti portano avanti.

VIAGGIO NEI DIRETTIVI – Che però in diversi comitati ci sia questo o quel politico, è un dato di fatto. L’Istituto Luigi Sturzo, ad esempio, che riceverà 78mila euro, conta nel suo consiglio direttivo due ex ministri, uno di “montiana memoria” (Andrea Riccardi), l’altro invece del periodo lettiano (Enrico Giovannini). Discorso simile per la Fondazione Antonio Gramsci (ancora 78mila euro), presieduta dall’ex Ds, Giuseppe Vacca, e nel cui direttivo si contano dem di spicco come Piero Fassino e Ugo Sposetti. Scorrendo la lunga lista ci imbattiamo, ancora, nella Fondazione Giovanni XXIII che godrà di 73mila euro. L’associazione, presieduta da Valerio Onida, conta al suo interno anche l’ex ministro Piero Giarda e l’ex ministro (ed ex numero uno della Cassa Depositi e Prestiti), Franco Bassanini. Altra giro, altro ente. Ed ecco allora la “Venice Italian University”, il centro di ricerca guidato da Umberto Vattani, diplomatico di lungo corso, per anni segretario generale della Farnesina. Ma la fetta di finanziamento più corposa (1,5 milioni) andrà all’Istituto di ricerca “Pio V”, sulla cui poltrona di presidente siede Antonio Iodice, politico democristiano di lungo corso, in passato deputato (per ben due legislature) e vicepresidente del gruppo del Partito popolare europeo. Non mancano, infine, i rapporti con l’alta finanza. E, nello specifico, con Intesa San Paolo. Tra gli altri, fondi andranno pure al “Collegio Carlo Alberto”, istituito nel 2004 proprio dalla Compagnia di San Paolo. Premiato pure l’Istituto Mario Boella, il cui presidente, Rodolfo Zich, è manco a farlo apposta membro del Consiglio di Sorveglianza di Intesa San Paolo.

Twitter: @CarmineGazzanni