Formigoni all’attacco del M5s: “Hanno perso sul mio vitalizio, ma tanto rappresentano solo il 12% degli italiani”

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“Sono rimasto assolutamente sorpreso dalle polemiche, che ho trovato del tutto strumentali. Polemiche, tuttavia, che provengono da una sola parte, il Movimento 5 stelle che sta perdendo tutte le sue battaglie e ora perde anche la battaglia contro Formigoni. Se ne facciano una ragione”. A parlare all’Adnkronos è l’ex senatore Roberto Formigoni che dopo l’uscita del suo libro ‘Una storia popolare’, si sofferma sul polverone scatenato dalla diffusione della notizia sulla restituzione del vitalizio, decisa dalla commissione contenziosa del Senato e fa il punto sul momento che sta vivendo il Movimento 5 stelle.

Formigoni all’attacco del M5s: “Hanno perso sul mio vitalizio, ma tanto rappresentano solo il 12% degli italiani”

“Nessun altro esponente di partito si è espresso, riconoscendo la giustezza della commissione contenziosa -spiega Formigoni-. E’ stato solo il Movimento Cinquestelle, agitato dal proprio house organ, che è il Fatto Quotidiano, alimentato dagli odiatori, che poi sono sempre gli stessi. In fondo -osserva- oggi il Movimento rappresenta il 12% in Italia; vuol dire che c’è un 12% di gente che bercia contro una sentenza legittima. Ma del resto sappiamo che finora hanno perso tutte le battagli, No Tav, No Tap e varie e ora perdono anche la battaglia contro Formigoni”. Gli ultimi sondaggi politici danno il M5s tra il 17 e il 19%, Index Research per Piazzapulita al 16,6%.

Alla domanda se fosse rimasto impressionato dalle reazioni dei vari esponenti politici, risponde ironicamente: “Io ho fatto il ’68, contro i militanti di ultra sinistra; mi lasci dire, con un po’ di presunzione, che non ho mai avuto paura di niente e di nessuno”.

“I 5stelle non mi hanno impressionato -dice Formigoni- ho solo avuto un po’ di pietà e compassione per loro, gente che si sveglia la mattina e deve trovare chi colpire, chi insultare, chi aggredire”. Del resto “vivono per questo. Salvo poi avere un capo, come Grillo, che fa esattamente l’opposto”. Perché “quando si tratta di lui, non esita a insidiare la magistratura, che per lui era intoccabile; invoca il garantismo per il figlio, quando loro sono sempre stati giustizialisti. Ci rendiamo conto di quante contraddizioni?”.

“La loro situazione poi – aggiunge- ormai è sotto gli occhi di tutti: rispetto al 32% di consensi che avevano preso nel 2018, hanno già perso molti voti, come si è visto alle europee e credo che alle prossime elezioni ne perderanno ancora di più. I sondaggi li danno in costante ribasso. Hanno litigato con Casaleggio, che doveva rappresentare l’inizio della democrazia diretta. Sono divisi tra di loro, hanno perso il capo, perché in Grillo non possono riconoscersi più. E Conte stenta ad affermarsi”.

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