Francesca Donato nega la strage di Bucha per qualche voto in più

Al Parlamento Europeo l'eurodeputata (ex leghista) Francesca Donato mette in dubbio i morti di Bucha e viene ripresa dalla Presidente d'Aula.

Francesca Donato nega la strage di Bucha per qualche voto in più

A settembre dell’anno scorso l’eurodeputata Francesca Donato ha lasciato la Lega di Salvini dicendo di non potere «più stare in un partito che sostiene il governo Draghi»: «c’è una prevalenza della linea dei presidenti di Regione e dei ministri, capeggiati da Giorgetti, a favore delle scelte del governo Draghi», disse nel suo messaggio d’addio promettendo di diventare «punto di riferimento di tutti i no vax». Eppure Donato, eletta a Strasburgo nel 2019 alla sua seconda candidatura) non è certo famosa per la sua attività politica ma per le sue posizioni (espresse preferibilmente nel talk televisivi sempre alla ricerca di “fenomeni” da dare in pasto al pubblico) spesso al limite del buongusto.

Francesca Donato nega la strage di Bucha per ottenere visibilità

Per questo non stupisce che ieri in Aula abbia deciso di accarezzare come suo solito i negazionisti e complottisti mettendo in dubbio la veridicità della strage di Bucha sulla falsariga di quelli che in questi giorni hanno l’orribile sfrontatezza di parlare di una messinscena, persino cinematografica, accarezzando la propaganda russa. «Sulla veridicità dei fatti di Bucha riferiti dal governo ucraino – ha detto Donato – ci sono ancora molti dubbi. Oggi sento proporre addirittura un embargo totale del gas russo, nei fatti assolutamente insostenibile per la nostra economia, sulla base dei fatti di Bucha riferiti dal governo ucraino». Le parole di Donato hanno provocato la dura reazione dell’esponente del Pd Pina Picierno, per l’occasione presidente di turno del Parlamento europeo. «Il massacro di Bucha è sotto gli occhi di tutti e noi non possiamo accettare che venga messo in discussione. Quest’aula non è equidistante: c’è un aggressore, che è Putin, e c’è un aggredito, che sono i cittadini ucraini, che quest’aula e le sue istituzioni difendono».

Donato, come spesso accade ai negazionisti che vigliaccamente poi ritirano la mano, si è corretta dicendo di avere richiesto “un’inchiesta indipendente”, per provare a normalizzare.

Ma Francesca Donato è solo uno dei tanti sottoprodotti della politica diventata spettacolo in cui essere contro a prescindere, perfino negando la realtà, è la via più facile per non doversi prendere la briga di esprimere delle idee, limitandosi semplicemente ad andare contro corrente. Francesca Donato è una dei tanti che si preoccupa di “distinguersi dalla massa” senza voler assumere una posizione perché la si ritiene giusta ma semplicemente per il gusto di “distinguersi” ma in bassezza, mica una altezza. 

Franesca Donato ha cavalcato i complotti no-vax

Forse conviene ricordare che Francesca Donato è la stessa che ha cavalcato l’onda della pandemia (sulla pelle dei malati, dei morti e delle loro famiglie) insinuando che i vaccini uccidano più del Covid («secondo i dati del min. della salute Israeliano, i morti dopo il vaccino sono 40 volte maggiori di quelli che sarebbero morti da Covid (e loro usano Pfizer, quello buono» ritwittava allegramente sul suo profilo) e che a gennaio dell’anno scorso era arrivata a consigliare alle persone malate di Covid-19 di rivolgersi non al medico ma al sito ippocrateorg.org, riconducibile a Mauro Rango. Come ricostruito dai colleghi di Facta, Rango non ha alcuna qualifica medico-scientifica e le informazioni che diffonde si sono dimostrate in diversi casi non attendibili. Sul suo profilo Facebook Donato ha poi di diffuso diverse informazioni errate a proposito delle cure domiciliari e dell’idrossiclorochina, nonché dell’inutilità dei lockdown e delle misure restrittive secondo uno studio di Science (che in realtà aveva completamente frainteso, nella migliore delle ipotesi). Si è spinta perfino a scrivere: «poi quando sarà confermata la tesi ‘complottista’ per cui nei sieri obbligatori ci sono nanotecnologie che servono a raccogliere i nostri dati biometrici (e forse a condizionarli) tutti diranno ‘non ne avevamo idea!’».

A Donato (così come ai negazionisti che usano il complotto per ottenere un lembo di popolarità) della guerra, del Covid, della Russia e di qualsiasi altra cosa non interessa nulla. Donato, come gli altri, ha semplicemente bisogno di credere che su ogni tema “un complotto mondiale segreto” (che lei smaschera semplicemente andando su YouTube) governi il mondo per rivendersi come l’unica credibile. Ed è un doppio danno: per la credibilità della politica e per il dibattito sulla complessità che gente come Donato pialla per qualche voto e qualche clic in più.