Fs, parte la privatizzazione. Ma su rete e vertici è il caos. Sul mercato finirà il 40% della società pubblica. Delrio: ancora da valutare lo scorporo dei binari

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di Luca Rubei

Dopo le Poste italiane lo Stato torna a mettere sul mercato i suoi gioielli per fare cassa e avvia la privatizzazione di Ferrovie dello Stato. L’annuncio, dopo una serie di tira e molla andati avanti per mesi, è arrivato ieri dal ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, al termine del Consiglio dei Ministri. “Viene avviata la procedura che tiene presente la complessità della gestione delle Fs e la necessità di aumentare gli obblighi di servizio pubblico”, ha detto Delrio. Restano però ancora importanti nodi da scioglere, innanzitutto sul perimetro delle attività che verranno messe sul mercato.

I DUBBI
Il governo sta infatti valutando se attuare lo scorporo della rete dal gruppo, che sta attualmente sotto il cappello di Rfi all’interno del gruppo Ferrovie dello Stato: “Si valuterà”, ha detto il ministro, “l’indipendenza del gestore della rete”. Per il presidente di Fs, Marcello Messori, la rete deve restare al 100% in mano pubblica. “Leggerò attentamente il Dpcm che, a quanto mi risulta, non definisce il perimetro della privatizzazione”, ha detto il presidente della società mpubblica, che subito dopo ha aggiunto: “Come noto ci sono sensibilità differenti. Io rimango convinto che la rete debba essere scorporata e restare al 100% in mano pubblica”. No comment di Messori su un possibile ricambio al vertice in vista del cda del 26 novembre: “Era convocato da tempo con temi ordinari. Io ci sarò”. Altri elementi di garanzia sono invece stati assicurati. “Nel processo parziale di privatizzazione di Fs si manterrà un’attenzione particolare all’azionariato diffuso e alla partecipazione dei dipendenti del gruppo Ferrovie dello Stato, gruppo che produrrà anche quest’anno ottimi risultati”, ha detto Delrio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

GLI SVILUPPI
Rassicurazioni anche sul mantenimento della maggioranza pubblica da parte del Tesoro. L’alienazione di Ferrovie non potrà andare oltre il 40%. E’ un avvio di percorso che tiene presenti alcune questioni: l’infrastruttura ferroviaria dovrà rimanere pubblica, dovrà essere garantito l’accesso a tutti in maniera uguale. Ancora: dovranno essere garantiti gli obblighi di servizio pubblico e di pubblica utilità. Per l’esame delle modalità complete di vendita bisognerà comunque aspettare “le prossime settimane”, ha concluso Delrio: “Per ora siamo soddisfatti” di un avvio verso la direzione per garantire una maggiore efficienza”.

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