Schiaffo ai signori dei farmaci, lo Stato vuole i danni

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Fabrizio Gentile

Lo Stato sbatte i pugni sul tavolo e presenta il conto ai poteri forti delle aziende farmaceutiche. Una richiesta di risarcimento danni pari a 1,2 miliardi di euro in tre anni è stata infatti inoltrata dal ministero della Salute alle aziende Novartis e Roche per la vicenda relativa l’ipotesi di ‘cartello’ tra i due colossi del farmaco, a fini economici, per incentivare l’utilizzo di un farmaco per gli occhi più costoso, Lucentis, rispetto ad un altro di pari efficacia, Avastin, meno costoso ma utilizzato come farmaco off-label, ovvero fuori dalle indicazioni previste. Una richiesta danni pari a 14 milioni di euro è stata invece avanzata dal ministero all’azienda Pfizer. La richiesta danni alla Pfizer si riferisce, spiega il dicastero, al ‘’comportamento di abuso di posizione dominante in relazione alla commercializzazione del farmaco Xalatan’’. In seguito invece alla delibera dell’Autorità di garanzia del febbraio 2014, che ha qualificato il comportamento delle società F.Hoffmann-La Roche Ltd, Roche Spa, Novartis Ag e Novartis Farma S.pA. come
“un’intesa orizzontale restrittiva della concorrenza finalizzata alla commercializzazione del farmaco Lucentis molto più costoso del farmaco Avastin, ad esso equivalente”, il ministero ha richiesto a queste società ‘’il risarcimento di tutti i danni patrimoniali (circa 45 milioni nel 2012, 540 milioni nel 2013 e 615 milioni nel 2014) e non patrimoniali arrecati illecitamente al Servizio sanitario nazionale’’.

Doppio colpo
La richiesta danni a Novartis e Roche si aggiunge ai 180 milioni di multa comminati dall’Antitrust alle aziende per la stessa vicenda. Intanto, Roche e Novartis hanno rinunciato a richiedere la sospensiva della multa erogata due mesi fa dall’Antitrust per la contrapposizione Avastin versus Lucenti, messa in discussione ieri mattina presso il Tar del Lazio. A renderlo noto è la Societa’ Italiana di Oftalmologia, la Soi, parte attiva nella vicenda e nella denuncia dell’accordo sanzionato dall’Autorità. “Evidentemente la memoria tecnico scientifica presentata in giudizio da Soi – afferma Matteo Piovella, Presidente della Società – è stata sicuramente articolata e circostanziata meglio tra quelle presenti sotto il punto di vista medico scientifico e ha suggerito la predetta decisione poiché in caso contrario molto probabilmente il Tar avrebbe respinto quanto richiesto da Roche e Novartis”. Il merito del giudizio per giungere alla sentenza definitiva è stato fissato per i primi giorni di novembre. Nel frattempo, dunque, la decisione dell’Antitrust rimane efficace e la sanzione pecuniaria dovrà essere pagata dalle case farmaceutiche. Ma la Novartis non ci sta e legge la notizia in un altro modo: ‘’Presentare istanza di sospensiva della decisione adottata dall’Antitrust e’ una facoltà processuale delle parti; Novartis ha deciso autonomamente di rinunciare a discutere tale istanza di sospensiva poiché interessata a giungere ad una definizione sul merito del giudizio circa la illegittimità della decisione assunta dall’Antitrust in tempi brevi, considerata la rilevanza e la complessità del caso’’.

La sorpresa di Roche
Roche “non può che esprimere tutta la propria sorpresa” per la richiesta di risarcimento danni avanzata dal Ministero della Salute “in quanto non ha ricevuto alcuna comunicazione dal Ministero e pertanto non può fornire spiegazioni esaurienti in merito”. La società ricorda che “il provvedimento su cui poggia la richiesta è oggetto del ricorso avanti al Tar, e che non esiste una sentenza, neanche di primo grado che abbia attribuito alle aziende la responsabilità del presunto danno, ne tantomeno quantificato tale danno. Le cifre riportate appaiono comunque irreali”. L’azienda “ribadisce che le accuse sono prive di qualsiasi fondamento e che oltre a proseguire nella difesa della propria posizione in tutte le sedi deputate conferma la propria volontà di avviare un confronto con le autorità competenti, tra cui proprio il Ministero della salute, al fine di chiarire la vicenda”.