Il G8 sardo non si è mai fatto. Ma stiamo ancora pagando milioni. Nella Legge di bilancio rispunta La Maddalena. Con uno stanziamento per le costose manutenzioni

Nella Legge di bilancio rispunta il G8 della La Maddalena. Con uno stanziamento per le costose manutenzioni della struttura mai utilizzata.

Il vertice non si è mai svolto, eppure non finisce mai. Trasformandosi nel simbolo delle opere incompiute che drenano risorse per centinaia di milioni di euro. E che per i prossimi anni peserà sulle casse pubbliche per altri 10 milioni e mezzo di euro, la somma stanziata nella Legge di Bilancio, approdata ieri alla Camera. L’ex Arsenale della Marina dell’isola della Maddalena, individuato come una delle strutture per il G8 del 2009, continua a richiedere l’impiego di fondi pubblici, nonostante non sia mai stato utilizzato per quel summit.

Il G8 sardo non si è mai fatto. Ma stiamo ancora pagando milioni. Nella Legge di bilancio rispunta La Maddalena. Con uno stanziamento per le costose manutenzioni

La Manovra, approvata al Senato prima di Natale e che sarà discussa in tempi record nell’Aula di Montecitorio, prevede, tra i tanti articoli, proprio la “realizzazione di interventi urgenti di manutenzione straordinaria delle strutture che insistono sulle aree adibite a sedi per lo svolgimento del Vertice G8 nell’ex Arsenale della Marina militare a La Maddalena e nelle aree adiacenti all’interno del sito di interesse nazionale”.

UN CALVARIO. Su questo capitolo, il governo ha previsto una spesa di 3 milioni e mezzo di euro all’anno per il prossimo triennio. Al 2024, dunque, il costo complessivo ammonterà a 10 milioni e mezzo per gli ulteriori interventi finanziati. “L’ex arsenale della Maddalena è il monumento che più di ogni altro ricorda l’incapacità di portare a compimento un’opera pubblica”, attacca Raffale Trano, deputato de L’Alternativa e componente della commissione Bilancio alla Camera. Si tratta, infatti, dell’ennesimo capitolo di una storia di sperpero di risorse.

La storia è iniziata quando Berlusconi immaginò di organizzare il G8 del 2009 sulla Maddalena, con la sponda di Guido Bertolaso, investendo, secondo le cifre della Protezione civile, oltre 320 milioni di euro con lo scopo di accogliere i potenti della terra. Si prevedeva uno sfarzo d’altri tempi per quell’appuntamento che giungeva all’apice del berlusconismo. Erano gli anni del mito delle grandi opere, sotto il governo Berlusconi, appunto, e gli anni di Bertolaso a capo della Protezione civile.

Poi, dopo il terremoto a L’Aquila, ci fu il colpo di scena e lo spostamento della sede del G8. Niente più trasferta sull’isola, ma un vertice tra le rovine del sisma in Abruzzo. Da allora per l’isola è iniziato un calvario, almeno stando per quanto riguarda quelle strutture. Adesso il leader di Forza Italia ambisce al Quirinale e l’ex numero uno del Dipartimento è commissario della Regione Lombardia per la campagna vaccinale, ma la cattedrale nel deserto resta lì, bisognosa di ulteriori stanziamenti. Certo, la Corte dei Conti ha assolto tutti, Berlusconi, Bertolaso e Borrelli, dall’ipotesi di reato di danno erariale.

ED ECCO I MIGLIORI. Ma la vicenda non riguarda solo l’aspetto giuridico. “La sua è una storia travagliata – ricorda ancora Trano – fatta di procedure accelerate, fiumi di denaro pubblico, interessi privati. Ma soprattutto fatta di sprechi e inquinamento. Ed ecco come sperpera il denaro dei cittadini italiani il governo dei peggiori. Altro che Prima Repubblica. È – conclude il parlamentare – un pezzo di una Legge di Bilancio scandalosa”.

Del resto nelle pieghe della Manovra in dirittura d’arrivo senza dibattito parlamentare si nascondono mance di ogni risma. Come il milione di euro per la celebrazione, a cinquecento anni dalla morte, del pittore Pietro Vannucci, detto “Il Perugino”, nato in quella Città della Pieve che ha ospitato le vacanze natalizie (ma è solo un caso!)del premier Mario Draghi.

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