Gaza, altri riservisti da Israele

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Di Marcello Di Napoli

Mentre è ancora fresco il sangue delle stragi alla scuola dell’Onu, l’esercito israeliano ha mobilitato 16mila riservisti supplementari, portandoli a 86mila in vista del proseguimento dell’operazione militare nella Striscia di Gaza. Così si allontana la speranza di tregua fra Hamas e Israele. Infatti la decisione di richiamare nuovi riservisti è stata presa all’unanimità dal gabinetto di Sicurezza dopo una riunione di cinque ore, per proseguire gli attacchi contro gli “obiettivi terroristici” e le operazioni di “neutralizzazione” dei tunnel di Hamas. Nessuno sembra quindi in grado di fermare la guerra a Gaza, arrivata al 24esimo giorno.

Le vittime
I raid israeliani sulla Striscia hanno ucciso sette palestinesi portando a 1.363 il bilancio totale dei morti dall’inizio dell’operazione “Margine Protettico”. La gran parte delle vittime sono civili e tra le vittime ci sono oltre 250 bambini. Dalla parte israeliana, dal 17 luglio i soldati uccisi sono stati 56 e ieri ne è stato ferito uno dal fuoco di un cecchino appostato in un minareto. Invece Hamas continua a mandare razzi sopra il cielo di Israele, ma la maggior parte si scontrano con il sistema antimissilistico israeliano Iron Dome.

Gli sfollati
Anche la situazione umanitaria va peggiorando di giorno in giorno. Gli sfollati sono oltre 200mila: rispetto all’ultimo conflitto il numero nelle scuole dell’Unrwa “è quattro volte superiore”, secondo John Ging, direttore operativo dell’Ufficio Onu per gli affari umanitari. Con lo sfondo della situazione nella Striscia, l’aspetto diplomatico cerca di accelerare. Il Vaticano ha mosso la sua diplomazia per la fine delle ostilità a Gaza e la ricerca di una pacificazione e per sollecitare l’attenzione internazionale sulla tragica situazione dei cristiani in Iraq. Invece la Segreteria di Stato ha inviato alle ambasciate accreditate presso la Santa Sede una “nota verbale” per richiamare i recenti appelli sul Medio Oriente rivolti dal Papa. L’Onu ha invece accusato Israele e i militanti di Hamas di avere commesso crimini di guerra sulla Striscia di Gaza, Infatti con il posizionamento e il lancio di razzi all’interno di aree densamente popolate entrambe le parti hanno commesso “una violazione del diritto umanitario internazionale, che potrebbero costituire un crimine di guerra, anche la guerra ha delle regole”.

Le accuse
Secondo Navi Pillay, l’Alto commissario delle Nazioni Unite, si stanno ripetendo gli stessi atti della guerra di Gaza del 2009, in cui l’Onu aveva concluso che Israele aveva deliberatamente colpito i civili: “Niente di tutto questo mi sembra essere accidentale. Israele sembra sfidare deliberatamente gli obblighi che il diritto internazionale impone”, ha continuato Pillay che ha anche criticato gli attacchi di Israele contro le centrali elettriche. Lo stesso membro dell’Onu, inoltre, aveva puntato il dito contro gli Stati Uniti accusando gli Stati Uniti di fornire “artiglieria pesante a Israele” e di aver speso “quasi un miliardo per creare una protezione contro i razzi a beneficio dei civili israeliani ma non di quelli palestinesi”