“Mi auguro che dalle rovine di Gaza e dalle vite distrutte in Palestina possa nascere non solo la base per una società senza discriminazioni per palestinesi e israeliani, ma anche un nuovo multilateralismo fatto di diritti per tutte e tutti e non privilegi per pochi. E che l’Italia scelga da che parte stare”. Così Francesca Albanese, relatrice Onu per i territori palestinesi occupati, ieri alla presentazione alla Camera il suo nuovo report: “Genocidio di Gaza: un crimine collettivo”, promossa dalla deputata M5S Stefania Ascari.
I numeri dell’eccidio a Gaza ormai accettati anche da Israele
Un rapporto presentato all’Assemblea generale dell’Onu lo scorso autunno, “e ho dovuto farlo dal Sudafrica perché le sanzioni statunitensi tuttora in vigore mi impediscono, tra le altre cose, di recarmi a New York – spiega -. È un dato che segnalo non per ragioni personali ma perché dice molto del clima politico che circonda ogni tentativo di applicare il diritto internazionale in Palestina”.
Per Albanese “mentre nel nostro Paese si parla spesso di pace, la Palestina continua ad essere distrutta e con essa il suo popolo. Il dato di circa 70mila morti, contestato fino all’altro giorno da molti, è oggi confermato anche dalle autorità israeliane. A questi si aggiungono almeno 10mila dispersi, probabilmente sotto le macerie o disintegrati dalle esplosioni, e sono solo i numeri delle vittime dirette dei bombardamenti. Quasi 500 persone sono state uccise dopo ciò che molti definiscono un cessate il fuoco” e “nel frattempo, in Cisgiordania, a Gerusalemme Est, sono oltre 1.100 palestinesi uccisi negli ultimi due anni e mezzo, tra cui circa 250 bambini”.
L’Italia terzo fornitore di armi a Tel Aviv
Per Albanese, “i crimini a Gaza non avrebbero potuto materialmente, politicamente essere commessi senza il sostegno diplomatico, militare e politico di fin troppi Stati, nel rapporto ho analizzato le pratiche di 64 Paesi” sottolinea la relatrice Onu, per poi specificare: “Dal 2020 al 2024 l’Italia è stata il terzo fornitore di armi ad Israele al mondo, dopo Germania e Stati Uniti, due paesi che da soli forniscono oltre il 90% degli armamenti e l’Italia continua a consentire il transito di carichi militari”.
Albanese: “Le leggi sull’antisemitismo minano la democrazia”
Un passaggio, la relatrice Onu, l’ha dedicato anche alle norme sull’antisemitismo, all’esame del Parlamento: “Come ho detto in altri Paesi e in altri contesti, assieme a tanti studiosi ebrei, le leggi che strumentalizzano la lotta necessaria contro l’antisemitismo per proteggere dall’esercizio della giustizia uno Stato accusato di crimini gravissimi, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e crimini di genocidio, minano le fondamenta di un ordine democratico che ha nella libertà d’espressione, con tutto ciò che fa da corollario, uno dei suoi principali pilastri”.
L’attacco (scontato) della destra
Passaggio che suscita la reazione di Fdi, con la deputata Sara Kelany e la senatrice Ester Mieli che parlano di dichiarazioni “abnormi”: “Dimentica, come sempre nei suoi interventi, che gli episodi di antisemitismo dopo il 7 ottobre sono esponenzialmente aumentati in Europa e in Italia. Dimentica che le piazze pro Pal sono state disseminate di messaggi orribilmente antisemiti, come ‘Palestina libera dal fiume al mare’ o ‘appendi un sionista’. Non permetteremo che i nostri concittadini ebrei si sentano in pericolo e attaccati da questa narrazione fuorviante e pericolosa”.
Sulla stessa linea, Maurizio Gasparri, per il quale “è gravissimo e inaccettabile che alla Camera dei Deputati venga data tribuna alla Albanese, nota alle cronache per posizioni antisemite che finiscono per screditare persino le Nazioni Unite, di cui formalmente è rappresentante. Ancora più grave è che le si consenta di diffondere falsità clamorose sull’attività legislativa del Parlamento italiano”. In effetti alcuni preferiscono lasciare alla Camera libertà di parola ai neofascisti…