A Gaza sono stati scientificamente eliminati i giornalisti e il personale sanitario dall’esercito di Israele. A dirlo, ieri l’incontro, organizzato dalla senatrice M5s, Barbara Floridia, a cui hanno preso parte tra gli altri Francesca Incardona dell’EuResist Network, Sara Gandini Epidemiologa IEO, la presidente di Emergency Rossella Riccio e la relatrice Onu Francesca Albanese. Nella Striscia, oltre alla popolazione civile, viene (tutt’ora) preso di mira chi può raccontare il genocidio e chi può alleviare le sofferenze della vittime. Sono infatti 1.700 i sanitari uccisi dal 7 ottobre 2023, 250 i giornalisti, oltre 500 gli operatori umanitari.
Prima l’Idf mirava ai giornalisti, ora ai sanitari
Secondo i relatori, “dall’inizio del conflitto il rischio per un giornalista di essere ucciso era il doppio rispetto al resto della popolazione”. Minore quello per i sanitari ad inizio guerra, ma la situazione è radicalmente mutata con il progredire del tempo: “A guerra in corso, il rischio di morte per medici e infermieri è diventato di 5-6 volte più alto rispetto agli altri”.
“Uno studio pubblicato nel gennaio 2026 sull’European Journal of Public Health analizza per la prima volta in modo sistematico il rischio di mortalità di queste due categorie protette dal diritto internazionale umanitario, confrontandolo con quello della popolazione generale”, spiegano i relatori.
Durante il conflitto un giornalista aveva un rischio di morte da 2 a 12 volte superiore rispetto alla popolazione generale
La ricerca esamina due periodi: la prima settimana di guerra (7-14 ottobre 2023) e i primi sei mesi del conflitto, fino al 30 aprile 2024. “Nella fase iniziale, i giornalisti presentavano un rischio di morte da 2 a 12 volte superiore rispetto alla popolazione generale; dopo sei mesi, il rischio si attestava a circa 2,5 volte quello della popolazione maschile adulta.
Per il personale sanitario, nelle prime settimane non emergevano differenze significative, ma a sei mesi il rischio risultava tra 1,5 e 6,5 volte superiore. Applicando correzioni statistiche e considerando la drastica riduzione del personale operativo, il rischio per i sanitari sale fino a circa cinque volte quello della popolazione adulta”, precisano.
“A Gaza i giornalisti e i sanitari non muoiono per effetti collaterali: vengono uccisi”, ha commentato Floridia, “e i dati indicano che sono presi di mira. Questo significa che ciò che accade non deve essere raccontato e che la popolazione non deve essere soccorsa”.