Ormai archiviata con successo, seppur con non pochi intoppi, la prima fase del cessate il fuoco a Gaza tra Hamas e Israele, che terminerร ufficialmente domani, si torna finalmente a parlare della ripresa dei negoziati di pace per programmare il secondo step dellโintesa. Dopo un lungo tentennamento, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha annunciato che in giornata arriverร al Cairo, in Egitto, la squadra negoziale di Tel Aviv per discutere lโeventuale estensione della tregua.
Una trattativa che sembrava in bilico, ma che si รจ sbloccata dopo che le parti, come concordato nei giorni scorsi, hanno completato lo scambio previsto per la prima fase del cessate il fuoco: altri ostaggi israeliani in cambio di 640 detenuti palestinesi, 600 dei quali avrebbero dovuto essere liberati giร sabato scorso, ma che erano stati trattenuti da Netanyahu come forma di ritorsione contro i macabri teatrini di Hamas.
Gaza torna a sperare nelle trattative di pace
Lโobiettivo รจ prolungare la tregua oltre il primo marzo, sotto la pressione dei mediatori egiziani e qatarioti, per dare alle parti il tempo necessario a trattare la seconda fase dellโaccordo. Una trattativa che si preannuncia in salita, poichรฉ Israele continua a porre condizioni che il movimento terroristico palestinese ha giร definito inaccettabili.
Il nodo principale che rischia di far naufragare i negoziati riguarda la gestione del Corridoio Filadelfia, che collega Gaza allโEgitto. Secondo lโintesa raggiunta a gennaio, lโesercito israeliano (IDF), che attualmente lo controlla, avrebbe dovuto ritirarsi, ma il governo Netanyahu ha deciso di rimettere in discussione l’accordo. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha infatti annunciato che le truppe di Tel Aviv continueranno a occupare il corridoio, trasformandolo in โuna zona cuscinettoโ.
Parole a cui Hamas ha subito risposto, segnalando โ come riporta Haaretz โ che questa decisione โviola l’accordoโ di pace e dimostra che Israele โvuole tornare a combattereโ.
Cresce il pessimismo
Le dichiarazioni dellโamministrazione Netanyahu hanno provocato la dura reazione del mondo arabo. La Turchia di Recep Tayyip Erdoฤan ha chiesto aiuto a Russia, Cina, Stati Uniti e Unione Europea affinchรฉ facciano pressione su Israele per scongiurare una nuova escalation nella Striscia di Gaza. Secondo il ministro degli Esteri turco, Hakan Fidan, โil timore รจ che Netanyahu possa iniziare di nuovo una guerra non appena avrร recuperato tutti gli ostaggi. Naturalmente, la minaccia e il terrore che questa situazione genera nella regione hanno un impatto enormeโ.
Per questo, conclude, โla comunitร internazionale, in particolare gli Stati Uniti, l’Europa, i membri permanenti del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Russia e la Cina, devono esercitare la pressione necessaria su Israeleโ affinchรฉ rispetti gli accordi, a partire dal ritiro delle truppe dal Corridoio Filadelfia.
Un appello da cui si รจ giร sfilato il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che, anzichรฉ cercare di calmare le acque, ha gettato benzina sul fuoco, affermando che โHamas รจ un gruppo malvagio: sta a Israele decidere se rinnovare lโaccordo di pace o tornare a combattereโ.
Nonostante la tregua formale, i combattimenti sono ripresi ieri, seppur a bassa intensitร . LโIDF ha colpito diverse postazioni di lancio nella zona di Khan Yunis, nel sud di Gaza, dove i miliziani di Hamas si stavano riorganizzando in vista della possibile ripresa delle ostilitร . Ma questo non รจ lโunico attacco: secondo le autoritร dellโenclave palestinese, nelle ultime 48 ore i raid di Tel Aviv hanno causato 17 vittime e 19 feriti, unโazione che la comunitร internazionale ha definito โuna evidente violazione del cessate il fuocoโ.