A Genova monta la protesta. I commercianti della Valpolcevera pronti a bloccare la città se non saranno riaperte le strade

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Protestano, da questa mattina, a Genova, i commercianti della Valpolcevera danneggiati dal crollo del ponte Morandi. Chiedono, insieme agli sfollati della zona, la riapertura delle strade, il potenziamento dei servizi sanitari e la difesa del lavoro.

“Oltre il ponte c’e la voglia di ripartire ed avere risposte concrete”  e “Bucci aprici le strade”, hanno gridato al megafono durante il corteo che ha raggiunto prima la sede della Regione e poi del Comune del capoluogo genovese.

“Non ce la facciamo più – ha detto uno dei manifestanti, Salvuccio Puppo, parrucchiere nella zona arancione – siamo tagliati in due e isolati dal mondo. Spero che arrivino delle misure a nostro sostegno ma la questione più urgente e riaprire le strade”.

Una delegazione di commercianti della Valpolcevera ha poi incontrato il governatore e commissario all’emergenza, Giovanni Toti, e il sindaco-commissario alla ricostruzione, Marco Bucci, ai quali hanno chiesto, innanzitutto, la riapertura di via 30 giugno, che affianca la sponda destra del torrente Polcevera, dove sono presenti molte attività commerciali e decisiva per la logistica della zona e la vita di molte di esse. “Se non avremo risposte entro 30 giorni – hanno annunciato i commercianti a margine dell’incontro – torneremo in piazza e siamo pronti a bloccare la città”.

“Sono convinto – ha detto il sindaco Bucci incontrando i manifestanti – che entro la fine di questa settima dovremmo riuscire a riaprire al traffico almeno una parte di via 30 Giugno, il bypass di via Fillak è possibile in tre-quattro settimane di lavoro, quella di corso Perrone è soggetta al monitoraggio della stabilità del moncone del ponte Morandi, la riapertura di via Perlasca rimane l’ultima ipotesi”.

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