Dopo una serie di batoste, il cancelliere tedesco Friedrich Merz può tirare un sospiro di sollievo. Alle elezioni in Renania-Palatinato la CDU, partito del leader della Germania, conquista il primo posto con il 31% e torna protagonista dopo decenni di attesa. Un risultato che profuma di rivincita visto che interrompe una striscia durata trentacinque anni in cui la regione era stata controllata dalla SPD.
Vittoria sì, ma non è una passeggiata
Quel che è certo è che la CDU, dopo le recenti batoste, torna a crescere e si prende gran parte della scena, ma non tutta. La SPD crolla al 25,9%, con un tonfo talmente grande che ne mina profondamente le certezze, ma il verdetto che emerge da queste votazioni non si riducono ai dati sui due principali partiti della Germania. Questo perché l’estrema destra di Alternative für Deutschland continua a crescere a un ritmo vertiginoso.
Dalle urne della Renania-Palatinato emerge che il partito ha ottenuto quasi il 20% delle preferenze, ormai arrivando a tallonare la SPD. Per capire l’entità di questo exploit dell’estrema destra basta notare che si tratta di più del doppio dei voti ottenuti durante le elezioni di cinque anni fa.
AfD avanza e spaventa Merz
Dietro quel 19,5% ottenuto da AfD c’è un trend di crescita che non si può ignorare e nemmeno archiviare come voto di protesta momentaneo. Lo sa bene Alice Weidel che esulta parlando – a ragione – di “risultati record” che, secondo lei, presto porteranno il partito a vincere le elezioni e prendersi il Paese.
Del resto che le cose stiano così lo si capisce proprio dal fatto che la destra radicale, dopo aver ottenuto ottimi risultati nella Germania orientale, ora consolida la sua presenza anche nella Germania occidentale, quest’ultima storicamente meno permeabile alle forze estremite. E non è tutto. Nei sondaggi federali, AfD incalza proprio la CDU segnando che il famoso “cordone sanitario” — quel muro politico che tiene fuori l’estrema destra dal governo — regge ancora, ma scricchiola vistosamente.
SPD in affanno e governo sotto pressione
A far rumore è anche il tonfo dei socialdemocratici che ieri hanno vissuto una giornata amara. Lars Klingbeil lo ammette senza girarci troppo intorno: “Serve una riflessione interna”. E non finisce qui. Sempre ieri la SPD ha subito una sconfitta anche a Monaco che ormai è da considerare a tutti gli effetti un’altra roccaforte socialista che sfuma.
Tutti risultati che mettono molto sottopressione la già fragile coalizione di governo tra CDU e SPD, nata per contrastare l’ascesa di AfD, tanto che in Germania molti chiedono al cancelliere Merz di prendere atto della situazione.