Pochi giorni fa il Parlamento ha approvato due importanti relazioni prodotte dalla Commissione sulle ecomafie, una riguardante la Sicilia e l’altra il Veneto, dal contenuto molto forte, che dipingono senza sconti il crescente malaffare nella filiera dei rifiuti, tanto al Nord quanto al Sud.
DISASTRO TRINACRIA – Partiamo dalla Sicilia di Rosario Crocetta. Qui la realtร tratteggiata รจ impietosa: la gestione dei rifiuti รจ caratterizzata dall’assenza di programmazione da parte della Regione, da una burocrazia farraginosa, dalla mancanza di controlli e da un intricato complesso di norme. In altre parole, un sistema che ha favorito lo svilupparsi di un’illegalitร diffusa e ampi spazi di manovra per la criminalitร organizzata. Un sistema che ancora oggi risulta essere piรน vivo che mai come testimonia il recente scioglimento per mafia del comune di Corleone. Infatti, nelle motivazioni che accompagnano il decreto di scioglimento si puรฒ leggere che alla mafia interessavano soprattutto gli appalti legati al ciclo dei rifiuti, โsia per gli enormi proventi sia per la possibilitร di esercitare un capillare controllo del territorioโ. Le pezze messe dalla Regione sono state tutte fallimentari. I 27 ATO (Ambito Territoriale Ottimale) creati nel 2002 hanno provocato โuna gravissima crisi finanziaria conseguente alla deficitaria e non trasparente gestione di queste societร che [โฆ] sono state uno strumento in mano alla politicaโ. La costruzione di 4 mega inceneritori รจ stata bloccata solo grazie all’intervento della Corte Europea di giustizia, che ha evidenziato gravi anomalie nel bando, ed โรจ emblematica per la capacitร delle organizzazioni di stampo mafioso di avere contezza degli affari attraverso, evidentemente, un’area di contiguitร estremamente estesa che riguarda interi settori delle professioni, della politica e delle pubbliche amministrazioniโ.
Al contempo lo smaltimento illecito in discariche private o abusive รจ aumentato esponenzialmente, favorendo gli interessi di Cosa Nostra, mentre la raccolta differenziata, in assenza di specifiche politiche, รจ ferma a poco piรน del 10%.
MAFIA E CORRUZIONE: BENVENUTI AL NORD – Per certi versi, la situazione riguardante il Veneto รจ opposta a quella siciliana ma le conclusioni sono molto simili. Qui le percentuali di riciclo sono tra le piรน elevate d’Italia e vi sono oltre 1500 impianti per il trattamento dei rifiuti. Tuttavia, anche se la mafia รจ sostanzialmente assente nel ciclo dei rifiuti, โsi assiste a una vera e propria โgestione industrialeโ illecita dei rifiuti, per quantitativi molto considerevoli, che partono dalle societร produttrici e finiscono presso impianti di trattamentoโ e, come evidenziato dalla Dda di Venezia, โsi รจ invece in presenza di scelte opportunistiche di diffusa illegalitร , scelte operate allโesclusivo fine di perseguire il proprio particolare tornacontoโ. Un contesto in cui le imprese, per ridurre i costi dovuti allo smaltimento dei rifiuti speciali, scaricano abusivamente in impianti non autorizzati compiacenti, tant’รจ che oggi โtra siti inquinati e siti potenzialmente inquinati sul territorio regionale se ne contano complessivamente ben 559โ.
Anche in questo caso la responsabilitร del fallimento del sistema viene imputato, oltre all’assenza di controlli, all’intricato complesso di norme e alla connivenza di funzionari infedeli, anche all’incapacitร dellaย politica regionale. Non a caso durante la discussione parlamentare, i deputati della Lega Nord e del Popolo della Libertร hanno denunciato un presunto uso strumentale della Commissione per colpire il Governatore Luca Zaia. Di diverso avviso sono stati invece gli altri gruppi politici che hanno votato compatti ed approvato ad ampia maggioranza anche la relazione sul Veneto: 375 voti favorevoli e 59 voti contrari. Se non รจ unanimitร , poco ci manca.