Giro di poltrone nei ministeri. Ecco la mappa del nuovo potere. Tra capi di gabinetto e uffici legislativi. Solita infornata di consiglieri e avvocati di Stato

ANTONIO FUNICIELLO
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I ministri passano ma i capi di gabinetto restano. Va così da sempre. Ci sono consiglieri di stato, magistrati della Corte dei Conti, avvocati dello Stato e alti funzionari che, nonostante i vari cambi di maggioranza, restano saldi ai loro posti, ora in un dicastero e ora in un altro. Sono loro che gestiscono il vero potere. Una sorta di Governo ombra che, a due settimane dall’arrivo di Mario Draghi a Palazzo Chigi, sembra ormai piuttosto delineato.

Partendo proprio da Palazzo Chigi, Draghi come capo di gabinetto ha scelto Antonio Funiciello (nella foto), una lunga carriera all’ombra del Pd, ex braccio destro di Luca Lotti. Come capo dell’ufficio legislativo l’ex presidente della Bce ha poi optato per Carlo Deodato, consigliere di Stato che con Matteo Renzi aveva dovuto lasciare quel posto all’ex capo dei vigili Antonella Manzione, per poi lavorare con Paolo Savona, e confermato come segretario generale Roberto Chieppa, un presidente di sezione del Consiglio di Stato.

Come consigliere diplomatico, infine, il premier ha voluto Luigi Mattiolo, ex ambasciatore italiano a Berlino. Il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Roberto Garofoli, ha nominato invece Daria Perrotta. Passando poi ai ministri, agli Esteri confermati da Luigi Di Maio il capo di gabinetto Ettore Francesco Sequi, ambasciatore a Pechino, e come capo ufficio legislativo Stefano Soliman.

Ma sulla continuità si è mossa anche il ministro della giustizia Marta Cartabia, affidandosi come capo di gabinetto al magistrato casertano Raffaele Piccirillo e come capo dell’ufficio legislativo a Mauro Vitiello. Restano quindi al Viminale, con Luciana Lamorgese, il capo di gabinetto, Bruno Frattasi, il capo ufficio legislativo Riccardo Carpino e il capo segreteria tecnica Milena Rizzi.

Alla Difesa, con Lorenzo Guerini, il capo di gabinetto è Enrico Credendino e il capo del legislativo il generale dell’Arma, Salvatore Luongo. Al Mef, dove si è insediato il tecnico Daniele Franco, il capo di gabinetto scelto è uno di quelli di lungo corso, il consigliere di Stato, Giuseppe Chinè. Come capo dell’ufficio legislativo è stato scelto Alfredo Storto e come capo segreteria Fortunato Lambiase.

Al Mise, Giancarlo Giorgetti ha voluto come capo di gabinetto Paolo Visca e al legislativo Stefano Varone. Andrea Orlando, al Lavoro, ha optato come capo di gabinetto per Elisabetta Cesqui, magistrato della Procura generale di Cassazione, Stefano Patuanelli ha portato con sé al ministero dell’Agricoltura il suo capo di gabinetto al Mise, l’avvocato Francesco Fortuna.

Il capo ufficio legislativo è Enrico Esposito e della segreteria tecnica Daniel De Vito. Alla Transizione ecologica Roberto Cingolani ha scelto come capo di gabinetto Roberto Cerreto, che ha svolto lo stesso incarico nella scorsa legislatura con Maria Elena Boschi, e come capo ufficio legislativo Claudio Contessa, consigliere di Stato. Al Mit Enrico Giovannini ha confermato capo di gabinetto Alberto Stancanelli, consigliere della Corte dei Conti, al legislativo Mario Capolupo, e alla segreteria tecnica Mauro Antonelli.

All’istruzione Patrizio Bianchi ha scelto come capo gabinetto di gabinetto Luigi Fiorentino, che ha svolto lo stesso ruolo con Francesco Profumo, Maria Chiara Carrozza, Lorenzo Fioramonti e Lucia Azzolina, e all’Università la ministra Maria Cristina Messa ha confermato capo di gabinetto Giuseppe Recinto e al legislativo Giuseppe Cerrone.

Ai beni culturali Dario Franceschini va avanti con Lorenzo Casini e Annalisa Cipollone, mentre al Turismo Massimo Garavaglia ha voluto come capo di gabinetto Gaetano Caputi, ex direttore generale della Consob. Al Ministero della salute restano Roffredo Zaccardi, Luca Monteferrante e Stefano Lorusso, mentre agli affari regionali Mariastella Gelmini si è affidata all’avvocato dello Stato, Vincenzo Nunziata, e a Tito Varrone per il legislativo.

Alla disabilità Erika Stefani ha puntato su Giuseppe Zuccaro, all’Innovazione tecnologica Vittorio Colao su Stefano Firpo, direttore generale di Mediocredito italiano, e come capo segreteria su Valentina Colucci, alle Pari opportunità Elena Bonetti su Massimo Santoro, con Massimo Rubechi al Legislativo e l’ex deputata renziana Ileana Cathia Piazzoni capo segreteria tecnica.

Alla pubblica amministrazione Renato Brunetta si è affidato a Marcella Panucci, per otto anni direttore generale di Confindustria, ai Rapporti col parlamento con Federico D’Incà restano Marco Caputo, Lorella Di Giambattista e Federico Varacca, mentre al Sud la ministra Mara Carfagna ha optato per Giacomo Aiello. L’unica a quanto pare a non aver ancora fatto una nomina è la ministra delle politiche giovanili Fabiana Dadone.