Giù gli interessi sul debito. I nostri Btp ai minimi dal 2016. Risposta immediata all’incarico a Conte. I mercati tornano a fidarsi dei titoli italiani

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Piaccia o no, il nuovo Governo nelle mani di Giuseppe Conte sta già portando benefici importanti al Paese. Prima ancora di sciogliere la riserva e presentare la squadra dei ministri, i mercati hanno risposto con sollievo e i titoli di Stato italiani hanno preso a macinare record sia sul mercato primario che secondario. Quella che sembrava essere una scommessa si è trasformata ieri in una valanga di acquisti che ha interessato tutta la curva dei rendimenti italiana. Dopo i record registrato mercoledì scorso dal BTp decennale sul mercato secondario ieri è stata la volta di quello primario, dove il nuovo BTp decennale è sceso sotto la soglia dell’1% (allo 0,96%) aggiornando il minimo storico dell’1,14% che risaliva all’agosto del 2016. Ad un soffio dal record storico si è fermato anche il BTp a 5 anni emesso ieri dal Tesoro allo 0,32%: una manciata di punti base dallo 0,19% toccato a settembre 2016. Tradotto in parole semplici: lo Stato si sta finanziando pagando molti interessi in meno. Soldi che non vanno ad aggravare la già considerevole montagna del nostro debito pubblico.

BUONE PREVISIONI. Il calo della pressione sullo spread tra i nostri BTp e gli equivalenti Bund tedeschi ha riflesso perfettamente questa dinamica restringendosi di oltre 30 punti base: dagli oltre 200 punti di lunedì scorso ai 168 punti di ieri, poi leggermente risaliti a 171. Un rally al ribasso che ha interessato tutte le scadenze dei Buoni offerti dal Tesoro. Proprio l’omogeneità degli acquisti – hanno detto gli operatori del mercato interpellati dall’agenzia di stampa specializzata Radiocor – rappresenta uno degli elementi qualificanti dell’attuale fase di mercato: “Il repricing positivo sul BTp – spiega Filippo Mormando, Fixed Income Strategist di Mps Capital Services – sta riguardando le scadenze della curva in modo sostanzialmente omogeneo, indice della fiducia generalizzata che sta tornando tra le varie tipologie di investitori che solitamente intervengono su diversi segmenti della curva”.

SENTIMENTO COSTRUTTIVO. Sul mercato secondario le scadenze italiane fino ai 3 anni sono in territorio negativo e il BTp benchmark triennale scadenza Luglio 2022 è sulla soglia dello 0%. L’impressione, ha concluso Mormando, è che i titoli di Stato italiani “stiano tornando ad essere agganciati agli altri asset governativi europei e ad essere trattati dagli investitori come bond sovrani che, in questa fase, riescono a garantire un ‘plus’ di rendimento che altri titoli sulla stessa fascia non garantiscono”. In più si aggiunga che le aspettative dei mercati sull’Italia sono positive ed alimentano spazi per un ulteriore performance positiva dei BTp. Ad esempio Barclays prevede che “a breve termine il sentimento del mercato rimarrà costruttivo sull’Italia. Prevediamo – dice la banca inglese – che la futura coalizione adotterà una posizione cooperativa con le autorità europee sul bilancio; sicuramente meno conflittuale di quello che sarebbe stato preso da un governo tra Lega e Movimento Cinque Stelle”.

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