Giustizia, green, no Mes. Ecco le stelle polari per il Governo Draghi. Parla il deputato M5S Silvestri: “Bisogna incidere sui 209 miliardi”

Francesco Silvestri
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“Il Movimento non ha cambiato idea, ha anzi scongiurato la formazione di un governo tecnico chiedendo un esecutivo politico”. La ragione? “Bisogna portare avanti una seria programmazione per investire i 209 miliardi del Recovery Fund e questa non può che essere una scelta politica”. È chiaro sul punto l’onorevole M5S Francesco Silvestri, vicepresidente dei deputati M5S. Che è altrettanto archimedeo sui margini di un eventuale sostegno a Draghi: “Non faremo mai passi indietro sul Reddito di cittadinanza, sulla giustizia, sulla necessità di una transizione energetica e sul no al Mes”.

Dunque, Sì al Governo Draghi?
“Io sono convinto che se la piattaforma Rousseau dovesse darci il via libera, saremo in grado di indirizzare l’azione di governo. Non dimentichiamo che i 209 miliardi che pioveranno sull’Italia sono frutto dell’azione di Giuseppe Conte e del Movimento. E per la gestione voi avete indicato le stelle polari. Centrale sarà l’ambiente, ma non come politiche fini a se stesse, ma come risorsa anche per creare lavoro e investimenti. Ecco perché abbiamo suggerito l’istituzione di un super ministero che tenga assieme Sviluppo economico e Ambiente”.

Crede che questo ministero debba essere gestito dal Movimento Cinque Stelle considerando l’attenzione che avete sempre rivolto alle tematiche ambientali?
“Credo che sulla transizione ecologica il Movimento sia stato sempre un passo avanti agli altri. E l’ha dimostrato anche col governo Conte. Quindi credo che sia ad oggi il più competente in materia. Sarebbe sicuramente alla nostra portata”.

Resta, però, il fatto che, dopo aver detto “mai più con Renzi”, è possibile che vi ritroviate proprio con Renzi, a sedere nello stesso Governo…
“Qui stiamo parlando di uno scenario pandemico post-bellico. Siamo in emergenza come ha spiegato anche il Capo dello Stato. Non sfuggirà che stiamo vivendo una situazione unica al mondo e mai capitata prima. In una situazione normale non ci saremmo mai seduti allo stesso tavolo con Renzi o con Berlusconi”.

Immagino che lo stesso discorso valga anche per Salvini…
“Assolutamente sì. Anche se qui stupisce il triplo salto carpiato della Lega che, da una posizione anti-europeista, oggi si professa convintamente europeista. E addirittura, dopo averlo criticato in ogni modo, ora elogia il Recovery Fund. Bene: sono contento dello scatto di maturità”.

Crede che il voto degli iscritti su Rousseau possa scongiurare un’eventuale scissione di cui ancora oggi molti osservatori continuano a parlare?
“Guardi, le dico la verità, secondo me c’è un problema proprio semantico e di utilizzo di parole. Se c’è discussione in altri partiti si parla di “democrazia interna”, se c’è discussione nel Movimento è “rottura”. In realtà le visioni differenti ci sono, ma arricchiscono la discussione. Per il resto, ci sono 209 miliardi fondamentali per il rilancio del Paese”.