Gli influencer non influenzano più. Negli ultimi tre anni follower dimezzati su Instagram. Utenti stanchi di post sponsorizzati e vite perfette

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La moda passa, lo stile resta, sentenziava Coco Chanel. E diciamoci la verità, di stile oggi c’è n’è davvero poco, perché tutto fa tendenza, ma niente è destinato a durare. Così, dopo anni sulla cresta dell’onda Social, voluti e corteggiati dai follower e ancora di più dalle aziende, pure gli influencer iniziano a perdere il loro tocco magico, in altre parole non influenzano più. Del resto ci hanno così tanto bombardati con eventi, anteprime, appuntamenti speciali, prodotti da compare, addirittura Belle Delphine ci ha venduto l’acqua in cui ha fatto il bagno alla modica cifra di 30 dollari per 20 centilitri, che persino i fan più accaniti alla fine hanno mollato. Più moda che sostanza, forse.

SOLO UN’ILLUSIONE. A rivelare che l’engagement su Instagram di personaggi noti e meno noti inizi a calare è un’indagine firmata da Mobile Marketer sulla base di dati InfluencerDB secondo cui le timeline dei Social, cioè le bacheche su cui scorrono le foto e i video, sarebbero talmente affollate di post sponsorizzati da non riuscire più a sfondare l’attenzione degli utenti. E dunque il numero di cuoricini raccolti da un post rapportati alla cifra totale dei follower di un determinato account sarebbe sceso al 2,4% dal 4% di tre anni fa. Numeri così piccoli da segnare la fine di un’era. Non si parla certo di un funerale, ma è evidente che il pubblico si sia iniziato a stancare.

Ad esempio, i travel influencer, cioè quelli che con i loro affascinanti giri del mondo e panorami mozzafiato pubblicati a cadenza quotidiana, ci ricordano quanto siamo poveri, sono scesi al 4,5% dall’8% del 2018. Probabilmente i fan non ne possono più di vedere quei paradisi tropicali al lunedì mattino in ufficio o immaginare ragazzi che, magari non ancora maggiorenni, girano il mondo senza meriti ben precisi. E qui torniamo al concetto di moda, appunto, non di stile. Dopo gli influencer che si occupano di viaggio, i cali più corposi sembrano essere legati ai personaggi che si occupano di bellezza, moda, cibo, sport e fitness. Anche in questo caso forse visi perfetti, corpi statuari e tempo che nessuno ha da dedicare alla palestra ha esasperato chi quel tempo lo passa lavorando per guadagnarsi da vivere.

Certo, ormai le megastar e le celebrità da milioni di follower come Chiara Ferragni possono stare tranquille, ma chi sogna di vivere con questo sistema magari è meglio che lasci perdere. Difficile dire se si tratti della fine di una breve era che ha illuso una generazione di poter vivere di belle foto e qualche consiglio senza dover fare niente di faticoso o se si tratti di una fase di selezione naturale, una sorta di fase darwiniana che porta a una fisiologica morte. Il mondo virtuale è uno spazio aperto a tutti, chiunque ha la possibilità di trasformarsi in influencer, e questo probabilmente ha stufato chi oltre le gambe vuole vedere qualcosa di più.

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di Gaetano Pedullà

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