di Stefano Sansonetti
A volte i dettagli determinanti vanno a finire nelle relazioni illustrative dei provvedimenti. E’ cosรฌ che si scopre, per esempio, che dietro lโultima trovata del ministro dellโistruzione e dellโuniversitร , Valeria Fedeli, cโรจ tutta una lobby sabaudo-sinistroide che ha fatto sentire il suo peso. Nei giorni scorsi in Parlamento, per i pareri di rito che devono essere rilasciati dalle competenti commissioni, รจ arrivato un decreto ministeriale che istituisce nuovi corsi di laurea in โgastronomiaโ. Per la precisione si tratta di una classe di laurea in โScienze, culture e politiche della gastronomiaโ e di una laurea triennale in โScienze economiche e sociali della gastronomiaโ. Sarebbe sbrigativo dire che si tratta di corsi per diventare โdottor chefโ, come qualcuno ha ironizzato. Le carte, infatti, tengono a precisare che gli sbocchi professionali possono abbracciare un ampio ventaglio imprenditoriale, dalla distribuzione alla produzione sostenibile.
I PROFILI
Di sicuro, da adesso in poi, gli atenei interessati potranno dar vita alle nuove lauree. Ma cosa cโรจ dietro al provvedimento ministeriale, che in buona sostanza va ad arricchire unโofferta formativa universitaria per certi aspetti giร ipertrofica nel settore agro-alimentare? In proposito ecco tornare utile la relazione tecnica al decreto Fedeli, laddove si spiega che il ministero ha voluto definire le due nuove classi di laurea โsulla base di una proposta avanzata dallโUniversitร di Scienze gastronomiche di Pollenzoโ. Di cosa parliamo? Semplice, di un ateneo non statale, ma legalmente riconosciuto dallโItalia, fondato nel 2004 in provincia di Cuneo (a Pollenzo) su iniziativa di Slow Food, lโormai famosa associazione fondata da Carlo Petrini. Ma le sorprese arrivano andando a vedere i componenti del consiglio di amministrazione dellโateneo, che certo non passano inosservati. Nellโorgano, presieduto dallo stesso Petrini (tra i fondatori del Pd), troviamo anche Oscar Farinetti, renzianissimo ideatore di Eataly, Roberto Moncalvo, presidente della Coldiretti (la piรน potente lobby agricola, a sua volta molto vicina a Matteo Renzi), Francesca Lavazza, rampolla dellโazienda del caffรฉ, Domenico Siniscalco, ex ministro dellโeconomia (oggi in Morgan Stanley), Giovanni Quaglia, presidente della ricca fondazione Crt (azionista di peso di Unicredit), Luciana Castellina, storica parlamentare comunista, Catia Bastioli, presidente di Terna e Ad di Novamont, Lella Costa, attrice giร distintasi in passato per il sostegno a Giuliano Pisapia.
GEOGRAFIA
La componente piemontese รจ predominante: Petrini รจ nato a Bra (Cn), Lavazza e Siniscalco a Torino, Farinetti ad Alba (Cn), Quaglia a Genola (Cn), Moncalvo a Settimo torinese (To), Bastioli รจ umbra di nascita ma novarese di adozione, visto che la Novamont ha sede a Novara. Insomma, quasi tutti piemontesi e discretamente a sinistra. E molto incisivi nel convincere la Fedeli a lanciare una bella laurea in gastronomia.