Glovo, il bluff delle paghe dignitose: la procura di Milano dice no alla revoca del controllo giudiziale anti-caporalato

Il pm Storari boccia il piano della multinazionale del delivery. Ai rider viene sottratto il 30% delle ore di lavoro reale grazie ai trucchi dell'algoritmo

Glovo, il bluff delle paghe dignitose: la procura di Milano dice no alla revoca del controllo giudiziale anti-caporalato

Un sonoro fallimento. È il tentativo messo in atto dalla società Foodinho – la cassaforte italiana del colosso spagnolo del delivery, Glovo – di mettersi in regola con le norme anti-caporalato, ma a costo zero, che si è infranto contro il muro della Procura di Milano.

L’azienda di ciclo-fattorini avrebbe infatti provato a mettere in piedi – secondo la procura – una finta svolta etica per convincere i magistrati a revocarle il controllo giudiziario per caporalato, subìto a febbraio scorso, dopo che i Carabinieri avevano scoperto 40mila rider trattati come schiavi moderni.

I manager si sono presentati al tribunale esibendo un piano di facciata: una sperimentazione con la promessa di tre euro minimi a consegna e 14 euro lordi all’ora. Ma il pm Paolo Storari ha smontato il bluff. In un parere di otto pagine depositato al gip Roberto Crepaldi il 18 agosto, il magistrato ha chiesto il rigetto della richiesta di revoca dell’amministrazione coatta, certificando che Foodinho opera ancora in una “situazione di illegalità”.

Dietro le slides patinate degli annunci aziendali di fine maggio, i consulenti tecnici della Procura hanno trovato i vecchi vizi di sempre: agli autisti viene sottratto circa il 30 per cento del lavoro effettivo, lasciando la manodopera in uno stato di sfruttamento cronico e sotto la soglia di povertà.

Glovo, il trucco del tempo calmierato

Il nucleo della furbizia contabile si concentra sul funzionamento dell’algoritmo che gestisce le consegne. I magistrati contestano il meccanismo del “tempo effettivo calmierato“, un sistema opaco che calcola e remunera soltanto i minuti impiegati per l’esecuzione della singola consegna. In questo modo, l’azienda cancella dal computo dello stipendio i tempi di attesa tra una chiamata e l’altra e i tragitti di rientro.

I dati della Procura evidenziano che al lavoratore non viene retribuito circa il 30% dell’attività effettivamente prestata sulla piattaforma. Rapportando i compensi percepiti dai rider nel mese di giugno con il tempo reale di connessione, la paga oraria crolla ben al di sotto del minimo promesso.

Per il pm Storari, questo meccanismo si scontra con l’orientamento stabile della giurisprudenza di merito, secondo cui l’orario di lavoro coincide con l’intero periodo di disponibilità del dipendente, dal log-in al log-out. Non solo, secondo la procura l’impianto societario si traduce anche in una “forte evasione contributiva”, poiché l’onere previdenziale viene interamente traslato sui fattorini senza essere assolto.

L’obbligo di subordinazione

La Procura di Milano contesta la stessa qualificazione dei rider come lavoratori autonomi. Il parere sottolinea come le prestazioni remunerate dipendano in tutto e per tutto dall’azienda, che gestisce i turni, assegna gli ordini e monitora i flussi tramite l’applicazione.

I fattorini mettono a disposizione della multinazionale esclusivamente le proprie energie e il proprio tempo, senza alcuna reale autonomia organizzativa o possibilità astratta di rifiutare le consegne senza subire penalizzazioni nel punteggio.

In base alle norme del recente decreto del governo, sul rapporto di lavoro dei rider opera una presunzione di subordinazione che l’azienda non è stata in grado di superare. I fattorini sono a tutti gli effetti lavoratori dipendenti. Nel richiedere la prosecuzione del controllo giudiziario, la Procura ha sollecitato il gip affinché imponga all’amministratore di far cessare immediatamente le violazioni. La multinazionale dovrà adeguare i contratti e garantire il rispetto delle norme di igiene e sicurezza, ponendo fine a un modello di business che scarica i costi sul prestatore d’opera per massimizzare i profitti aziendali.