Good morning

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di Gaetano Pedullà

Good morning mister president. Mentre Roma oggi impazzisce tra strade bloccate e Forze dell’ordine schierate ad ogni angolo, il presidente Usa si è già ripagato il biglietto per la visita nella Capitale. La crisi Ucraina richiede nuovi attestati di lealtà alla bandiera a stelle e strisce. E pazienza se qui la crisi morde e la finanza americana si sta comprando per due soldi metà della Borsa italiana. A Washington adesso serve un’Europa affidabile e capace di mostrare i muscoli alla Russia o a chicchessia. Messaggio recepito forte e chiaro da Napolitano che non a caso ieri ha mandato un segnale alla nuora affinché la suocera intenda. Attenzione ai tagli della spending review, ha detto il Capo dello Stato al Governo di Matteo Renzi, facendo intuire che i miliardi stanziati per pagare i caccia F35 non si possono tagliare. Musica per le orecchie di Obama, che in fin dei conti guida un Paese in forte ripresa economica e con la disoccupazione in calo, nonostante sia stata proprio la finanza americana a mettere al tappeto i mercati mondiali con le catene di Sant’Antonio di derivati e mutui subprime. L’Italia dunque si continuerà ad armare, e l’alleato d’Oltreoceano stia pure sereno: l’amico di Putin – Silvio Berlusconi – è al confino peggio che in Siberia. Mentre Parlamento, istituzioni e popolo sovrano non contano un caz…, perché il Quirinale impone e dispone come in una monarchia assoluta. Così gli Usa pensino pure al loro Stato sociale, alle conquiste su sanità e welfare che hanno portato il loro presidente a riconquistare a mani basse la Casa Bianca. Qui i soldi per ridurre il cuneo fiscale o per non lasciare morire i malati su una barella in ospedale non ci sono. Dobbiamo comprarci cento bombardieri che a quanto pare sono pure superati. Good morning mister president. Good night Italy.