Grande ammucchiata sull’Alitalia. Ma tutti vogliono solo la polpa: cosa c’è dietro l’annuncio dei 32 pretendenti

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Per adesso è una grande ammucchiata. Tra l’altro non una prima assoluta, considerando che la storia di Alitalia è punteggiata da tentativi di vendita, con esiti non proprio confortanti. Per adesso un fatto è certo: mai tanti pretendenti si sono manifestati al capezzale della ex compagnia di bandiera come in queste ore. In tutto, come ha annunciato ieri la gestione commissariale, le candidature sono 32. Ragione che può giustificare qualche festeggiamento? Non proprio, perché ovviamente bisogna andare a verificare quali sono questi pretendenti. Inutile nascondersi che all’interno del calderone potrebbero esserci soggetti non proprio animati da veri obiettivi industriali. Magari per alcuni di loro è solo un tentativo di mettersi in evidenza in una partita economica che ha puntati addosso tutti i riflettori. Il dettaglio numerico è stato fornito ieri da uno dei tre commissari straordinari del vettore, Stefano Paleari (gli altri sono Luigi Gubitosi ed Enrico Laghi), il quale è intervenuto alla presentazione del rapporto Enac. La cifra in sé ha già prodotto commenti entusiastici.

Quanto entusiasmo – Le 32 candidature, se così si può dire, sono state giudicate un “risultato oltre le aspettative” da Vito Riggio, presidente dell’Enac. “Magari ci fosse una grande compagnia europea che vuole prendere Alitalia, ma penso che europea o no ci voglia un rilancio forte”, ha concluso. Il ministro dei Trasporti, Graziano Delrio, dal canto suo si è detto “fiducioso come sempre” per poi aggiungere che “Alitalia tutta intera è un asset interessante”. E veniamo ai possibili partecipanti alla procedura di vendita. A uscire allo scoperto, ieri, è stata Ryanair, la più famosa delle compagnie low cost, la cui candidatura andrebbe però letta nel dettaglio. La società ha infatti specificato di non essere interessata ad acquisire il vettore, ma di guardare con interesse alle rotte a lungo raggio di Alitalia. In particolare la compagnia irlandese ha presentato “un’offerta di feedaraggio”, ha affermato il portavoce John Alborante, precisando che “i dettagli dell’offerta saranno resi noti dai commissari”.

Il dettaglio – Per “feederaggio” si intende in pratica un accordo di trasporto merci in container. La proposta è stata anche sottoposta al Governo – ha aggiunto il portavoce – “e abbiamo detto che siamo pronti a mettere 20 aeromobili se Alitalia dovesse tagliare le rotte”. Anche Lufthansa si è fatta avanti con posizioni sfumate. “Non abbiamo intenzione di acquistare Alitalia – ha detto l’Ad del gruppo tedesco, Carsten Spohr, parlando ieri notte a Cancun, secondo quanto riportato dall’agenzia Bloomberg – ma l’Italia è un mercato molto importante per noi per i servizi a lungo raggio, quindi guardiamo con molta attenzione alle opportunità che emergono”. Ecco allora che la compagnia potrebbe considerare, ha spiegato Spohr, l’acquisto di alcuni asset di Alitalia “come la flotta e gli slot nel caso siano messi in vendita”. Tra le altre manifestazioni di interesse, secondo le indiscrezioni che si sono rincorse ancora ieri, ci sarebbero quelle dell’americana Delta Airlines (partner di Alitalia con Air France e l’olandese Klm), dell’inglese British Airways e anche di Etihad, che era partner al 49% di Alitalia poi finita in amministrazione straordinaria ai primi di maggio.

Fondi in campo – Folta sarebbe anche la presenza dei fondi di private equity: Cerberus Capital Management, uno dei più grandi veicoli di investimento degli Stati Uniti, Elliott e Indigo Capital. Ultimata la prima selezione, i commissari invieranno alla cerchia ristretta dei candidati una lettera dettagliata sulla fase due che partirà già la prossima settimana. Poi i pretendenti saranno  chiamati a formulare un’offerta non vincolante entro luglio. Successivamente si valuterà l’ipotesi di una gara per arrivare alle proposte definitive ad ottobre, nel rispetto dei sei mesi massimi di tempo previsti finora dal ministro Carlo Calenda. Parallelamente al dossier della vendita, i commissari lavorano sui risparmi (dopo i 100 milioni già ottenuti dai contratti derivati per il carburante, ora sul tavolo ci sono quelli sui leasing degli aerei) e sulla messa a punto del piano industriale che, ha spiegato qualche giorno fa Paleari, verrà presentato entro fine luglio e si baserà su due assi: differenziazione ed efficientamento.

Posti di lavoro – Lavori in corso anche sul fronte del costo del personale, con un doppio appuntamento in settimana: oggi dovrebbe svolgersi l’incontro al Ministero del lavoro sulla procedura per la cigs aperta dai commissari con un impatto pari al costo di 1.358 dipendenti (in una prima fase sono interessati 190 piloti e 340 assistenti di volo e in 828 tra il personale di terra). I commissari si sono impegnati ad anticipare il trattamento base di Cigs e, insieme all’Inps, cercheranno di accelerare l’operatività del Fondo integrativo di settore.