Richieste Ue inaccettabili. Rottura tra Atene e Bruxelles. Nulla di fatto sul salvataggio della Grecia

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

L’Europa e la Grecia proprio non si trovano. Pure l’Eurogruppo di ieri sul debito di Atene è finito con un nulla di fatto. E se venerdì non si arriverà a una soluzioni in extremis, la strada del default sarà tracciata. “C’è tempo fino a venerdì per accettare la proposta”, ha detto il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem rivolgendosi al governo di Tsipras mentre il commissario europeo agli Affari economici non ha lasciato spiragli. “Non ci sono alternative alla richiesta dell’estensione del programma di aiuti da parte della Grecia”, ha detto dopo un vertice dominato dai soliti falchi del rigore, con in testa il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble. A parole, dunque, nessuno vuole l’uscita della Grecia dall’euro, ma poi non c’è nessuna disponibilità ad aiutarla.

ACCUSE
Se i tedeschi hanno parlato perciò di esecutivo “irresponsabile”, con altrettanta violenza si è rivolto a Bruxelles il premier greco. Le proposte europee “sono assurde e inaccettabili”, è stato il commento dell’esecutivo ellenico. Come dire: la strada è lunga e in salita. Alla fine dell’eurogruppo il ministro dell’Economia greco non ha spento però tutte le speranze. “Non ho dubbi – ha detto Yanis Varoufakis – che i negoziati continueranno domani, il giorno dopo, e non ho dubbi che ci sarà un accordo che sarà terapeutico per la grecia e buono per l’europa”. Siamo tutti molto delusi, è stato il commento della delegazione austriaca, mentre la direttrice del Fondo monetario internazionale (una delle tre gambe della Troika) Christine Lagarde ha avvertito: “L’esborso dei fondi può avvenire solo con il completamento positivo della review dell’applicazione del programma da parte delle tre istituzioni, e se questo non sarà il caso, anche l’esborso da parte nostra non potrà avvenire”. Nonostante lo scontro abbia raggiunto il livello più alto dal momento dell’elezione di Alexis Tsipras il ministro Pier Carlo Padoan ha però gettato acqua sul fuoco: “Un’uscita della Grecia dall’euro è fuori discussione”.

IL PIANO
Inutile pure il tentativo di mediazione del ministro delle Finanze francese, Michel Sapin. “I tedeschi hanno ragione da un certo punto di vista”, ha spiegato Sapin, “la Grecia, non il governo odierno ma il Paese, ha firmato una serie di accordi e devono rispettarli indipendentemente dal cambio di governo”. “I greci dicono però che hanno appena cambiato governo e che quindi non faranno tutto come prima”, ha aggiunto il ministro transalpino, “quel che dobbiamo fare è trovare una maniera di funzionare insieme”. Tsipras però continaua chiedere più tempo (“e non soldi”) per arrivare a un nuovo accordo con i partner europei, per pensionare definitivamente il memorandum sottoscritto dal precedente governo Samaras con la Troika. Ma Schaeuble resta contrario, insistendo per rinnovare quel contratto, sempre sotto l’occhio della Trioika.