San Francesco D’Assisi sarebbe finito sotto indagine come Grillo. Crosetto: “Una piccola parte della magistratura usa il proprio potere per combattere i nemici”

Grillo CROSETTO
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“Con il reato di traffico di influenze illecite anche San Francesco D’Assisi sarebbe finito sotto indagine”. A dirlo, commentando la notizia dell’indagine a carico di Beppe Grillo (leggi l’articolo), è l’ex parlamentare di Fratelli d’Italia Guido Crosetto (qui il suo tweet).

Che idea si è fatto sull’indagine che sta coinvolgendo Grillo?
“Ho l’impressione che il Movimento sia stato un utile alleato della parte militante della magistratura per ottenere strumenti ancora più incivili con cui intervenire sulla realtà e sulle persone. Il traffico di influenze ne è un esempio lampante, come anche l’utilizzo indiscriminato dei trojan o la distruzione della Privacy. I 5 Stelle sono stati coccolati dalla magistratura, poi l’evoluzione del Movimento e le loro problematiche interne forse hanno rotto quel clima di benevolenza che prima si respirava verso di loro e ora ne pagano le conseguenze”.

Lei ha detto che il traffico di influenze illecite è un reato indefinito e arbitrario che può colpire chiunque. Che cosa intende di preciso?
“Guardi il traffico di influenze è un reato per cui qualunque magistrato può indagare qualunque persona in Italia. Forse la gente lo dimentica ma ricordo che la magistratura è riuscita a indagare perfino Madre Teresa di Calcutta, figuriamoci. Con il reato di traffico di influenze illecite anche San Francesco D’Assisi sarebbe finito sotto indagine”.

La deflagrazione dell’indagine arriva in un periodo politico piuttosto delicato, non trova?
“Siamo nella settimana precedente all’elezione del Presidente della Repubblica, un elezione nella quale Grillo e il Movimento 5 Stelle potrebbe avere un peso rilevante. Per questo mi chiedo perché non aspettare una settimana o due prima di dare la notizia ai giornali. Sicuramente non ci sarà relazione ma come si suol dire a pensar male… Però ci tengo anche a precisare un’altra cosa”.

Prego.
“La maggioranza della magistratura fa il proprio dovere ma c’è anche una minoranza che non lo fa e usa il proprio potere contro forze politiche che considera, per mero principio ideologico, come nemici da combattere”.