Gualtieri ordina, Zingaretti esegue. E i meriti della Raggi vanno al Pd. Si riapre la stazione metro di Vigna Clara a Roma. Grazie al parere della Regione negato per mesi ai 5S

Si riapre la stazione metro di Vigna Clara a Roma. Grazie al parere della Regione negato per mesi quando al Campidoglio c'era la Raggi.

Sembra passato un secolo da quando l’amministrazione di Roma doveva combattere con le unghie e con i denti per ottenere qualcosa – spesso di dovuto – dalla Regione o dal Governo. Che la musica sia cambiata lo si capisce dal fatto che Roberto Gualtieri, in netta controtendenza con quanto accadeva con l’ex prima cittadina Virginia Raggi, basta che chieda qualcosa che subito la ottiene.

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L’ultimo tassello di questa cooperazione istituzionale che dovrebbe essere la normalità ma che in passato è stata a dir poco altalenante, è la riapertura della stazione del treno di Vigna Clara a Roma nord che segue altri successi come lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per il Giubileo 2025 o i fondi trovati dalla Camera con cui Roma Capitale ha stretto un patto con Anas per la manutenzione delle strade.

LA RIPARTENZA. Dopo trentuno anni dalla fine dell’opera, costruita in tempo per i mondiali di Italia ‘90 e rimasta attiva solo per otto giorni, tornerà in attività la tratta che collega Roma nord con la stazione della metro A di Valle Aurelia e la Fl3 Roma-Viterbo. L’evento, racconta l’assessore alla Mobilità, Eugenio Patané, si verificherà “entro il primo trimestre del 2022”, “grazie al lavoro portato avanti da Roma Capitale, Regione Lazio e Rete Ferroviaria Italiana (Rfi)”.

Si tratta di una notizia che non può che rendere felici i romani ma che, al contempo, ha fatto storcere la bocca ai pentastellati per via di alcune ‘stranezze’. A farle notare è la consigliera e capogruppo del M5S, Linda Meleo, che ammette come “la prossima apertura della stazione di Vigna Clara è un’ottima notizia per la città”, spiegando che è qualcosa che “attendevamo da tempo e oggi segna un passo in avanti importante verso la chiusura dell’anello ferroviario”.

Dati alla mano, spiega la pentastellata, “è del luglio 2018 un accordo che Roma Capitale ha sottoscritto con Rfi proprio per portare avanti congiuntamente tante attività tra le quali appunto la chiusura dell’anello ferroviario”. Come da programmi “abbiamo seguito al dettaglio, collaborando con Rfi per quanto di nostra competenza, la vicenda dell’apertura della stazione di Vigna Clara. A valle di un lungo contenzioso, a marzo 2021 il Ministero dei Trasporti ha stabilito che dovesse essere la Regione a esprimersi sulla necessità di avere la Via (Valutazione di Impatto Ambientale) o meno prima di aprire la Stazione”.

Ma da quel momento dalla Pisana di Nicola Zingaretti sarebbe calato il silenzio. Sempre la Meleo spiega infatti che “il parere della Regione è arrivato solo ora: la Via non è necessaria, si può aprire. Peccato che questa decisione arrivi dopo ben 8 mesi, troppo tempo e, guarda caso, dopo le nuove elezioni”.

IL CAMBIO DI PASSO. Elezioni che sono diventate uno spartiacque tra come andavano le cose al tempo della Raggi, con rapporti conflittuali con Governo e Regione Lazio, e come vanno ora con Gualtieri che sembra avere maggiore fortuna. Già nel giorno del suo arrivo al Campidoglio a far rumore è stato lo stanziamento di 1,5 miliardi di euro per il Giubileo 2025, inseriti a sorpresa in manovra. Pochi giorni dopo un nuovo aiuto è arrivato dalla Camera che ha approvato un subemendamento al dl Infrastrutture che autorizza Roma Capitale a stipulare una convenzione con Anas per realizzare interventi per la messa in sicurezza e la manutenzione straordinaria delle strade di Roma.

Più recentemente pure l’apertura ai poteri speciali che la Raggi chiede da anni. Dal canto suo la Regione Lazio non è stata da meno. In controtendenza con quanto accadeva con la Raggi, dalla Pisana è arrivata la benedizione sul piano rifiuti del neo sindaco e addirittura è stato scongiurato il rischio di commissariamento, malgrado sia ancora irrisolto il nodo impiantistico. Non solo. Da Zingaretti è arrivato pure l’okay al passaggio di testimone nella gestione della linea Termini-Centocelle.

Attualmente tale linea è a gestione condivisa tra Regione e Campidoglio ma già nel 2018 tra le due istituzioni era stata raggiunta un’intesa che, secondo programmi, avrebbe previsto una serie di interventi che, però, sono rimasti solo sulla carta perché per farli era necessario l’effettivo passaggio delle competenze dalla Regione al Comune che, come noto, si è concretizzato solo pochi giorni fa.

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