Gualtieri rifila ai romani una favola che non sta in piedi

Il primo cittadino della Capitale Roberto Gualtieri si autoelogia: rimessa in moto la città. Ma dai trasporti ai rifiuti è un disastro.

Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri si è presentato all’Auditorium Parco della Musica per fare il punto sul suo primo anno di mandato in Campidoglio, dodici mesi in cui il Partito democratico ha governato la Capitale e che avrebbero dovuto segnare, almeno nelle intenzioni, una svolta.

GUALTIERI CONSEGNA LA LUPA CAPITOLINA A VASCO ROSSI

Il primo cittadino della Capitale Roberto Gualtieri si autoelogia: rimessa in moto la città. Ma dai trasporti ai rifiuti è un disastro

“Abbiamo rimesso la città sui binari giusti”, rivendica il primo cittadino davanti a una folta platea, “l’abbiamo fatta ripartire e abbiamo posto le basi per un progetto di trasformazione profonda”.

Gli applausi che inondano la sala sembrerebbero dargli ragione, peccato che, adulatori a parte, fuori dall’Auditorium non sono in tanti a pensarla così. Il consigliere capitolino di Fratelli d’Italia, Federico Rocca, commenta dicendo che “nessun romano si è accorto del cambio di passo”. “Gualtieri è rimasto chiuso nella stanza dei bottoni, lontano dalla Roma vera e dai suoi problemi”, dichiarano invece i leghisti Fabrizio Santori e Davide Bordoni, un’accusa che, dopotutto, gli viene rivolta da più parti da tempo.

Di Battista: “AAA cercasi Gualtieri disperatamente!”

Anche Alessandro Di Battista, strenuo difensore dell’operato dell’ex sindaca Virginia Raggi, a inizio novembre scriveva su Facebook: “AAA cercasi Gualtieri disperatamente! Qualche mese fa la Raggi aveva sempre le telecamere addosso. Ogni suo starnuto, ogni sua (rarissima) parola fuori posto venivano mandati in onda urbi et orbi. Gualtieri sembra sparito”.

Forse era sparito, è vero, ma adesso è ricomparso, vestito di tutto punto per dire ai suoi, e ai romani, quanto è stato bravo in questi mesi: 593 atti di giunta e 108 delibere in un anno per i quali non nega di ringraziare anche le opposizioni per l’impegno e il contributo. Ma numeri a parte che cosa è successo, davvero, in questo primo anno a guida Pd?

Gualtieri è ottimista. Per il sindaco di Roma, i primi risultati concreti dell’azione amministrativa danno fiducia

Gualtieri è ottimista, dice che i segnali di partenza e i primi risultati concreti dell’azione amministrativa danno fiducia, anche se ammette che ci sono settori che ancora sono sotto la sufficienza, ma per quanto riguarda questo aspetto non tarda a puntare il dito contro chi prima di lui ha amministrato la città, dicendo di aver trovato una macchina amministrativa ferma e intonando la vecchia lagna di chi si è ritrovato tra le mani una situazione ingestibile per colpa di coloro che ci sono stati prima.

Una scusa, se vogliamo, per coprire le mancanze e le promesse non mantenute durante questi primi 365 giorni, alla quale Gualtieri aggiunge anche una spolveratina di Covid, che “si è abbattuto su una città provata e logorata”, e un pizzico di guerra “le cui conseguenze economiche”, dice, “si fanno sentire sulle famiglie e sulle imprese”. Insomma, ottimista sì, ma mettendo le mani avanti.

Va constatato, intanto, che diversi risultati che il sindaco dem si auto-intesta, e che nel rapporto sono riportati graficamente come tante fermate di una lunga linea metropolitana, non derivano affatto dal suo operato. Si tratta piuttosto di esiti positivi frutto del lavoro della sua predecessora ai quali lui si è limitato a mettere una bandierina. Al 12 dicembre, per esempio, è riportata la riapertura del ponte ciclopedonale di via Laurentina, rimasto chiuso per più di un anno dopo che un tir lo aveva danneggiato.

Era stata la consigliera Linda Meleo, assessora della giunta Raggi, però, a seguire le procedura, il reperimento dei finanziamenti, la progettazione e la gara lavori. “La campata”, aveva spiegato lei stessa, “era già stata montata a metà ottobre, in mia presenza. Se vi diranno che hanno accelerato le pratiche per riaprire, non è vero. Tutto era pronto e si attendeva solo un ok dal Genio Civile”. E ancora: a fine dicembre altra grande inaugurazione, stavolta di 70 bus ibridi e di 29 bus a metano, voluti e acquistati, in realtà, dall’amministrazione Raggi.

A maggio nuovo taglio di nastro, – che è valso al primo cittadino l’appellativo “Gualtieri mani di forbice”, affibbiatogli dal consigliere pentastellato Daniele Diaco; stavolta in zona Tiburtina, per l’apertura della Casa delle Tecnologie emergenti, uno spazio funzionale all’interno della stazione. Un progetto che, a onor del vero, l’ex sindaca aveva annunciato ad agosto del 2019 e di cui aveva dato aggiornamenti costanti.

Ma non basta, perché a giugno il sindaco dem si intesta anche qualcos’altro: la messa in strada di 88 spazzatrici Ama per potenziare la pulizia della città, mezzi che, come al tempo aveva ricordato il consigliere Diaco, “sono stati acquistati con un bando di aprile 2021, che fa parte del Piano industriale approvato nello stesso mese dall’Amministrazione Raggi”.

La lista, insomma, è lunga e ci limitiamo ad aggiungere questo ultimo punto: la riapertura, dopo undici anni, della scuola Mazzacurati a Corviale, un momento storico per il quartiere al quale Gualtieri ha partecipato con piacere tagliando l’ennesimo nastro e tacendo i grazie dovuti. Anche in quell’occasione era stata sempre Meleo a ricordare che “la scuola era sbloccata nelle procedure e serviva solo terminare alcuni lavori imprevisti sul tetto e sulla struttura parafulmini”. Uno dei punti cardine del rapporto riguarda, come atteso, i rifiuti.

Durante la presentazione, nonostante annunci e paroloni, tra le righe è facile leggere un’ammissione di colpa. Gualtieri infatti ammette che la “città non è pulita come merita”. A novembre 2021, come riportato anche nel rapporto, il Comune aveva dato il via a un piano di pulizia straordinaria, con un investimento di 40 milioni di euro. L’obiettivo? Ripulire Roma entro Natale (dello scorso anno!). Evidentemente così non è stato e ne abbiamo parlato a lungo anche sulle pagine di questo giornale.

Ma per Gualtieri quello che sta facendo va bene: “Lo spazzamento, l’aumento delle persone mettendo in strada più operatori. Ma se vogliamo pulire profondamente la città”, dice, “servono due cose che abbiamo iniziato a fare: una re-ingegnerizzazione completa della raccolta, che è il nuovo piano industriale di Ama, e nuovi impianti”.

Gualtieri vuole realizzare a ogni costo il termovalorizzatore

Sì, esatto, nuovi impianti, tra cui il tanto commentato termovalorizzatore, argomento che all’interno dello stesso Pd sta diventando una barzelletta con Gualtieri che lo vuole realizzare a ogni costo – e di cui ha annunciato l’apertura del cantiere entro la fine del 2023 – e il suo compagno di partito Nicola Zingaretti che, invece, afferma l’esatto contrario. Effettivamente, per la cronaca, nel Piano rifiuti della Regione Lazio non è prevista la realizzazione di alcun inceneritore, ostacolo che Gualtieri ha saputo superare facendosi conferire poteri speciali in materia di rifiuti in quanto commissario straordinario del governo per il Giubileo del 2025.

Secondo il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, che sul no all’inceneritore sta incentrando la possibilità di allearsi o meno con i dem per le regionali nel Lazio, l’unica fuga in avanti fatta da Gualtieri è stata quella, appunto, sull’inceneritore, “buona”, dice Conte, “per gettare fumo negli occhi dei cittadini”, anche perché, ricorda, “ci vorranno sei o sette anni per realizzarlo mentre è stato dato il segnale che risolverà tutti i problemi”.

Tra gli obiettivi che il sindaco si è posto, poi, c’è quello dell’incremento della differenziata che, al momento, rimane solo un miraggio. A dirlo sono i dati che, addirittura, segnano un passo indietro: dal 46,1% si è arrivati al 45,9%, quando l’obiettivo per l’anno in corso era del 49,5%.

Roma doveva essere la “Città dei 15 minuti”, questo lo slogan ripetuto durante tutta la campagna elettorale e recuperato all’occasione durante questo primo anno di amministrazione, ma secondo Massimo Milani, coordinatore di Fratelli d’Italia a Roma, sulla mobilità “addirittura si è peggiorati. La città in 15 minuti”, dice, “è diventata la città dei 90 minuti: meno mezzi pubblici in circolo, più macchine, e una mobilità dolce inesistente”.

Sorprende la scelta di ridurre drasticamente lo sharing di monopattini e bici elettriche

Nel rapporto Gualtieri rivendica una serie di approvazioni e nuove regolamentazioni su Ztl, aree di sosta e colonnine elettriche, elencando una serie di lavori previsti su tram e metropolitane. L’obiettivo del sindaco dem continua a essere quello dichiarato in campagna elettorale: far sì che i romani possano raggiungere i servizi utili nel giro di 15 minuti. Sorprende allora la scelta di ridurre drasticamente lo sharing di monopattini e bici elettriche, mezzi sostenibili che potrebbero davvero far fare un salto di qualità a Roma mettendola, su questo aspetto, al pari delle altre Capitali europee.

“Leggiamo che il nuovo bando della Giunta sui servizi di noleggio di monopattini ed e-bike farà dei tagli”, denuncia la pentastellata Meleo, “e i veicoli disponibili scenderanno da 14.500 a un massimo di 9mila”. Alle politiche del personale Gualtieri dedica appena due paginette in cui vengono elencate la realizzazione di una nuova macrostruttura organizzativa,

lo sblocco dell’iter dei concorsi esterni da dirigente amministrativo e tecnico e qualche altro breve punto. Su questo argomento è il consigliere della Lista Civica Raggi, Antonio De Santis, a fare un bilancio, forte anche della sua esperienza come assessore al personale. A Gualtieri dà un bell’insufficiente nella speranza che si attivi con misure concrete su un tema che “finora ha visto più proclami e propaganda che non una reale consapevolezza dell’importanza della materia”.

Secondo De Santis, infatti, tra le cose che non hanno funzionato c’è la gestione dello smartworking, il mancato scorrimento delle graduatorie relative ai profili del concorso avviato dalla giunta Raggi nel 2021 e nessun concorso di Polizia locale previsto fino al 2024.

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Pubblicato il - Aggiornato il alle 14:11
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