A 14 anni dall’omicidio di Meredith Kercher Guede torna libero per fine pena. Concessa all’ivoriano la liberazione anticipata

Rudy Guede
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Rudy Guede, il giovane ivoriano condannato in via definitiva nel 2010 a 16 anni per concorso nell’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notte tra il 1 e il 2 novembre 2007, torna libero per fine pena. Il magistrato di sorveglianza di Viterbo gli ha infatti concesso la liberazione anticipata come era stato anticipato ieri (leggi l’articolo).

Nei giorni scorsi gli assistenti sociali che controllavano l’affidamento ai servizio sociali che erano stati concessi da tempo a Guede avevano presentato una relazione al magistrato di sorveglianza chiedendo di riconoscere la prevista riduzione di 45 giorni ogni semestre, per buona condotta. Applicando la riduzione di pena la detenzione era conclusa il 20 novembre scorso.

Era il primo novembre 2007 quando Meredith Kercher fu uccisa a Perugia con una coltellata alla gola. La ventiduenne era in Italia per l’Erasmus e il suo corpo, privo di vita, venne ritrovato in camera da letto coperto da un piumone. Il 6 novembre, pochi giorni dopo l’omicidio, finiscono in carcere Amanda KnoxRaffaele Sollecito e Patrick Lumumba Diya.

Amanda e Raffaele, erano fidanzati da due settimane, Lumumba gestisce un pub in cui lavorava Amanda. Qualche giorno dopo tracce del dna di Meredith e Amanda vengono rilevate su un coltello da cucina sequestrato a casa di Sollecito. Mentre Lumumba viene rimesso in libertà: è estraneo al delitto. Nello stesso giorno viene arrestato Guede, allora 21enne, bloccato dalla polizia a Magonza, in Germania, dopo che gli investigatori hanno individuato l’impronta di una sua mano insanguinata su un cuscino accanto al cadavere della studentessa inglese e a diverse tracce di Dna in casa.

Guede chiederà il rito abbreviato e viene condannato a 30 anni di reclusione, ridotta in appello a 16 (per concorso in omicidio) e confermata in Cassazione. Amanda e Raffaele vanno alla sbarra. La corte d’Assise condanna Knox a 26 anni di carcere e Sollecito a 25. Ma poi la corte d’Assise d’appello assolverà i due imputati “per non avere commesso il fatto” e ne dispone la scarcerazione.

Si giunge in Cassazione e viene chiesto l’annullamento della sentenza di assoluzione. Richiesta che porta a un nuovo processo d’appello. È il 30 gennaio 2014 e la Corte d’assise d’appello di Firenze condanna a 28 anni e sei mesi Amanda e a 25 anni Sollecito. Fino all’assoluzione definitiva in Cassazione.

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