Guede a breve potrebbe tornare libero. Chiesto uno sconto di pena per l’ivoriano condannato per l’omicidio di Meredith Kercher

Guede Kercher
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Rudy Guede, il giovane ivoriano condannato, in via definitiva, nel 2010, con rito abbreviato a 16 anni di reclusione per concorso nell’omicidio della studentessa Meredith Kercher, uccisa a Perugia nella notta tra il 1 e il 2 novembre 2007, potrebbe tornare a breve in libertà.

Gli assistenti sociali che controllano l’affidamento ai servizio sociali che sono stati concessi da tempo all’ivoriano, hanno infatti presentato una relazione al magistrato di sorveglianza chiedendo di riconoscere la prevista riduzione di 45 giorni ogni semestre, per buona condotta. “Se il giudice di Sorveglianza accoglie la richiesta – ha detto il legale di Guede, l’avvocato Fabrizio Ballarini – Guede sarà scarcerato non appena gli notificano il provvedimento, altrimenti uscirà il 4 gennaio 2022 per fine pena”.

Dovrà essere dunque il Tribunale di Sorveglianza ad esprimersi in merito. Nel caso in cui la sua richiesta venisse accolta, Guede sarebbe subito rimesso in libertà visto che, applicando la riduzione di pena, la detenzione sarebbe conclusa il 20 novembre.

Era il primo novembre 2007 quando la studentessa inglese Meredith Kercher fu uccisa a Perugia con una coltellata alla gola. La ventiduenne era in Italia per l’Erasmus e il suo corpo, privo di vita, venne ritrovato in camera da letto coperto da un piumone. Il 6 novembre, pochi giorni dopo l’omicidio, finiscono in carcere Amanda Knox, Raffaele Sollecito e Patrick Lumumba Diya.

Amanda e Raffaele, erano fidanzati da due settimane, Lumumba gestisce un pub in cui lavorava Amanda. Qualche giorno dopo tracce del dna di Meredith e Amanda vengono rilevate su un coltello da cucina sequestrato a casa di Sollecito. Mentre Lumumba viene rimesso in libertà: è estraneo al delitto. Nello stesso giorno viene arrestato Guede, allora 21enne, bloccato dalla polizia a Magonza, in Germania, dopo che gli investigatori hanno individuato l’impronta di una sua mano insanguinata su un cuscino accanto al cadavere della studentessa inglese e a diverse tracce di Dna in casa.

Guede chiederà il rito abbreviato e viene condannato a 30 anni di reclusione, ridotta in appello a 16 (per concorso in omicidio) e confermata in Cassazione. Amanda e Raffaele vanno alla sbarra. La corte d’Assise condanna Knox a 26 anni di carcere e Sollecito a 25. Ma poi la corte d’Assise d’appello assolverà i due imputati “per non avere commesso il fatto” e ne dispone la scarcerazione.

Si giunge in Cassazione e viene chiesto l’annullamento della sentenza di assoluzione. Richiesta che porta a un nuovo processo d’appello. È il 30 gennaio 2014 e la Corte d’assise d’appello di Firenze condanna a 28 anni e sei mesi Amanda e a 25 anni Sollecito. Fino all’assoluzione definitiva in Cassazione.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

I finti miracoli di Gualtieri

Facciamolo santo subito. E visti gli ultimi miracoli, mettiamolo tra i beati che contano, minimo minimo alla destra del Padre. A Roberto Gualtieri, d’altra parte, i prodigi vengono così, naturali. Prendiamo la sporcizia di Roma. Aveva promesso una pulizia straordinaria a dicembre, e puntualmente il

Continua »
TV E MEDIA