Guerra alla Procura di Perugia. Torna in discussione la nomina di Cantone. Per Paci la sua esclusione è stata illogica e contraddittoria

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Sembra esser stata proprio indigesta la nomina a procuratore capo di Perugia di Raffaele Cantone. Dopo il ricorso dello sfidante, il procuratore aggiunto di Salerno Luca Masini, da ieri una nuova tegola si è abbattuta sull’ex presidente dell’Anticorruzione. Si tratta del ricorso presentato al Tar del Lazio dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Gaetano Paci, che mirava al ruolo poi finito a Cantone. Una corsa a cui il pm di fatto non ha preso parte perché scartato dalla Quinta commissione del Csm. Proprio l’esclusione, definita “illogica” e ‘contraddittoria” nonché in “violazione” della normativa, è finita al centro dell’istanza di Paci.

Può sembrare una questione di poco conto ma, stando a quanto trapela, così non sarebbe. Come si legge nel ricorso, è stata la stessa commissione a elogiare il profilo professionale di Paci, tanto che avrebbe detto addirittura che è “prevalente” rispetto a quello di Cantone sia per le esperienze organizzative esercitate in ambito giudiziario che per le funzioni giudiziarie di coordinamento essendo stato a capo della Dda di Reggio Calabria a differenza dell’ex vertice dell’Anac che non ha mai esercitato questa funzione nei suoi 15 anni da pubblico ministero.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Adesso basta errori sul virus

Cantano vittoria come se avessero ottenuto chissà cosa, ma l’Italia che comincia a riaprire dal 26 aprile non è un successo delle destre. Con le solite balle a uso elettorale, Salvini & company da ieri stanno ingolfando i social per intestarsi il ritorno alla normalità

Continua »
TV E MEDIA