Guerra aperta alle città green. Adesso il nemico è il monopattino. Cresce la richiesta di limitazioni a livello nazionale. Ma con l’alibi degli incidenti si blinda il regno dell’auto

MONOPATTINO
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

La morte del 13enne a Sesto San Giovanni avvenuta lunedì, dopo un incidente su un monopattino, ha riacceso le polemiche sull’utilizzo del mezzo in questione. La Procura dei minorenni di Milano ha disposto l’autopsia sul corpo di Fabio Mosca. Il ragazzino è deceduto dopo essere caduto dal mezzo di un suo amico e il sindaco di Sesto, Roberto Di Stefano, è corso ai ripari disponendo l’obbligo di casco per tutti (oggi lo è solo per i minori) e limiti di velocità di 20 km all’ora sulle piste ciclabili e 5 nelle aree pedonali.

INIZIATIVE LOCALI. Da più parti si chiede di intervenire a livello nazionale dopo che alcuni Comuni e Regioni, come ad esempio Genova e Toscana, hanno preso l’iniziativa stabilendo con ordinanze ad hoc limiti e divieti. “Ben vengano – afferma Alessandro Morelli, viceministro alle Infrastrutture e Mobilità sostenibili – le iniziative prese in autonomia da Comuni e Regioni, ma il problema deve essere affrontato e risolto a livello nazionale”.

Il governatore del Lazio, Nicola Zingaretti sostiene che “il settore è senza regole, sembra un Far West. Bisogna intervenire a livello nazionale o si rischia il fai da te”. Ad oggi sono quattro, due alla Camera e due al Senato, le proposte di legge presentate in Parlamento in materia di sicurezza e di circolazione stradale dei monopattini. Solo per una di queste è in corso l’esame parlamentare in commissione a Montecitorio: si tratta del testo presentato da Roberto Rosso di Forza Italia, su cui fino allo scorso 4 agosto alla Camera è stato tenuto un ciclo di audizioni di esperti della materia.

Probabile che già con la ripresa dei lavori di commissione, la prossima settimana, si faccia il punto per capire come procedere nell’esame, specie dopo gli ultimi incidenti. Il testo prevede che i dispositivi in grado di sviluppare velocità superiori a 20 km/h debbano essere dotati di regolatore di velocità non superiore a 6 km/h nelle aree pedonali e non oltre 20 km/h in generale. La proposta di legge limita l’uso del mezzo solo a chi ha 18 anni ed indossi un idoneo casco protettivo ed il giubbotto o le bretelle retroriflettenti ad alta visibilità.

Si punta, inoltre, ad introdurre l’obbligo di procedere su un’unica fila e a non essere affiancati, il divieto di trasportare altre persone, oggetti o animali, di trainare veicoli, di condurre animali e di farsi trainare da un altro veicolo e l’obbligo di condurre a mano i monopattini da mezz’ora dopo il tramonto nelle strade urbane con un limite di velocità di 30 chilometri orari.

LA DIFESA DEL SETTORE. I gestori che offrono il servizio sharing assicurano che è “alto” il livello di sicurezza. “Grazie alle centrali di gestione da remoto siamo in grado di limitare la velocità a 25 km/h come previsto dalla legge e non è possibile manomettere tale sistema perché manderebbe in blocco i mezzi, che sottolineo sono tutti assicurati”, afferma Matteo Tanzilli, presidente di Assosharing. Inoltre è allo studio una regolamentazione che potrebbe vedere la luce nelle prossime settimane.

“Si tratta di linee guida – spiega Tanzilli – definite dal ministero delle Infrastrutture e della mobilità sostenibili in sinergia con gli operatori del settore e l’Anci”. Dal canto suo la Confarca, confederazione italiana che rappresenta oltre 2.500 scuole guida sul territorio nazionale, chiede “regole precise”. Deve essere introdotto “un attestato per l’abilitazione, una sorta di patentino che sarà conseguito anche dai minorenni dopo 4 ore di formazione”. A cui è da aggiungersi l’obbligo rigoroso del casco per evitare “tragedie simili”.

Dall’archivio: Guerra ai monopattini. Il futuro green ha tanti nemici. Monta un dibattito surreale sulla sicurezza. Destre e industria dell’auto non si rassegnano.