La guerra in Iran gonfia le tasche delle compagnie petrolifere. Anche quelle dell’Ue. Per oltre 80 milioni di extraprofitti al giorno e un totale di circa 2,5 miliardi guadagnati grazie al conflitto voluto da Donald Trump e Benjamin Netanyahu. Come al solito, anche questa volta c’è chi trae beneficio dalla guerra, secondo quanto emerge dallo studio realizzato dall’esperto di energia, Steffen Bukold, per Greenpeace Germania. Un’analisi sui profitti riguardanti benzina e diesel nei Paesi dell’Ue, Italia inclusa.
Ciò che emerge è che dall’inizio della guerra le compagnie petrolifere hanno realizzato 81,4 milioni di extraprofitti al giorno grazie all’impennata dei prezzi dei carburanti: complessivamente hanno guadagnato nel solo mese di marzo circa 2,5 miliardi rispetto al periodo gennaio-febbraio di quest’anno. I dati dimostrano che i prezzi del carburante sono aumentati più di quelli del greggio, portando maxi-profitti alle aziende, ma a danno dei consumatori.
In Italia 10,4 milioni di extraprofitti al giorno
Dallo studio emerge che gli extraprofitti delle aziende energetiche nell’Ue sono stati maggiori in Germania, Francia, Spagna e anche in Italia. Nel nostro Paese, viene evidenziato, si sono registrati profitti straordinari pari a 10,4 milioni al giorno. Gettito extra proveniente solamente dall’aumento del prezzo del diesel, che ha visto una crescita del margine di profitto di 0,144 euro al litro. Greenpeace calcola che con le risorse corrispondenti a questi extraprofitti, i governi europei potrebbero fornire ai cittadini 60 milioni di abbonamenti gratuiti per i trasporti pubblici ogni mese o dare un contributo da 60 euro al mese a 40 milioni di persone che fanno fatica a pagare le bollette.
L’appello di Greenpeace ai governi
Da qui Greenpeace muove una richiesta ai governi europei, puntando sull’introduzione di tasse aggiuntive permanenti sui profitti delle società petrolifere e del gas. Gli introiti di queste misure dovrebbero essere usati per ridurre le bollette e il costo della vita, ma anche per accelerare sull’indipendenza energetica dell’Europa attraverso le fonti rinnovabili e il risparmio energetico. Simona Abbate, campaigner Clima ed Energia di Greenpeace Italia, sottolinea che milioni di cittadini subiscono “l’impennata dei prezzi dell’energia” mentre “le persone muoiono in Medio Oriente”: “I nostri governi permettono alle compagnie di continuare ad arricchirsi. Anziché puntare sulle rinnovabili e sull’indipendenza energetica, propongono soluzioni che aumentano la nostra dipendenza dal gas e dalle fonti fossili”. La richiesta al governo Meloni è di “investire nel solare e nell’eolico prodotti in Italia”, anche grazie a tasse sugli extraprofitti.