Guerra in Iran, “Un’intera civiltà sta per morire”: Trump tiene il mondo col fiato sospeso

“Un’intera civiltà sta per morire”: Trump tiene il mondo col fiato sospeso. La Casa Bianca pronta all'attacco ma esclude l'atomica

Guerra in Iran, “Un’intera civiltà sta per morire”: Trump tiene il mondo col fiato sospeso

Donald Trump passa da una minaccia all’altra, mantenendo coperte le carte e tenendo il mondo col fiato sospeso. Dopo avere detto lunedì che “l’Iran può essere eliminato in una notte e potrebbe accadere martedì notte”, ossia la data del nuovo e “definitivo” ultimatum posto dal tycoon al regime perché accetti un accordo, ieri ha rincarato la dose. “Un’intera civiltà morirà stanotte, per non essere mai più riportata in vita. Non voglio che accada, ma probabilmente succederà”, ha dichiarato in mattinata sul suo social Truth.

Guerra in Iran, “Un’intera civiltà sta per morire”: Trump alterna minacce a spiragli

Per poi aggiungere che “tuttavia, ora che abbiamo un cambio di regime completo e totale – in cui prevalgono menti diverse, più acute e meno radicalizzate – forse potrebbe accadere qualcosa di meraviglioso e rivoluzionario, chissà. Lo scopriremo stanotte: sarà uno dei momenti più importanti nella lunga e complessa storia del mondo. 47 anni di estorsioni, corruzione e morte giungeranno finalmente al termine”, ha concluso.

“La forza della cultura, della logica e della fede nella giusta causa di una nazione ‘civilizzata’ prevarrà senza dubbio sulla logica della forza bruta”, ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baqaei, dopo le minacce Usa. “Una nazione che ripone piena fiducia nella rettitudine del proprio cammino deve impiegare tutte le sue capacità e risorse per salvaguardare i propri diritti e i propri legittimi interessi”, ha aggiunto.

La Casa Bianca: solo Trump sa cosa farà in Iran. Ma esclude l’atomica

Trump è “l’unico” che sa “cosa farà” in Iran, ha detto la Casa Bianca. Intanto le bombe di Israele e Stati Uniti sono tornate a cadere sull’isola di Kharg e sulla città di Qoms, dove si starebbe curando un Mojtaba Khamenei ormai “in stato di incoscienza” secondo l’intelligence di Tel Aviv. La Casa Bianca ha negato di considerare l’opzione arma atomica, ma gli ultimi segnali rischiano comunque di destabilizzare ulteriormente l’economia globale, se si guarda anche al proclama dei Pasradan: “la moderazione è finita” e se gli americani e i loro alleati “superano le linee rosse vi colpiremo privandovi per anni del petrolio e del gas della regione”.

Raid su ponti e ferrovie

Nel frattempo i caccia americani e dell’Idf si sono alzati in volo per colpire target specifici in territorio iraniano. Le autorità locali hanno segnalato raid su un’importante autostrada che collega la città di Tabriz a Teheran e che è stata chiusa. Ancora, attacchi alle linee ferroviarie, con tutti i treni da e per Mashhad, seconda città del Paese, cancellati per precauzione dopo un avvertimento israeliano che esortava i civili a non viaggiare su rotaie. Nel mirino sono finiti due ponti, a Kashan e vicino alla città santa di Qoms.

Benjamin Netanyahu, commentando gli ultimi attacchi, ha riferito che i ponti e le ferrovie erano utilizzati dalle Guardie Rivoluzionare “per trasportare materie prime per armi, armamenti e i loro operativi che attaccano noi, gli Stati Uniti e altri Paesi della regione”. Tuttavia, JD Vance ha detto che si sarebbero tenuti “molti negoziati” prima della scadenza dell’ultimatum e fonti pakistane hanno confermato il “duro lavoro” della leadership di Islamabad per ottenere una “svolta”.

Il filo sottile dei negoziati

Gli stessi media statali di Teheran, dando conto di un’interruzione dei messaggi diretti con Washington, hanno fatto sapere che i contatti indiretti sono proseguiti. Infine, fonti americane e israeliane interpellate da Axios, pur restando scettiche sulla possibilità di un’intesa a breve, hanno parlato di “molti progressi fatti nelle ultime 24 ore”.

L’Ue condanna gli attacchi alle infrastrutture civili

Intanto l’Unione europea “respinge con fermezza” qualsiasi minaccia o attacco “contro le infrastrutture civili essenziali”. Lo ha detto una portavoce della Commissione europea. Tali azioni sono considerate “estremamente pericolose” in quanto rischiano di avere ripercussioni “su milioni di persone in Medio Oriente e oltre, con il rischio di provocare un’ulteriore e pericolosa escalation”. L’Ue esorta tutte le parti a dar prova “della massima moderazione”, a proteggere i civili e le infrastrutture civili e a rispettare “pienamente il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario”.