Guerra in Ucraina, ritorsioni sugli attacchi chimici. La minaccia di Biden a Putin. E il G7 vuole bloccare le riserve auree del Cremlino

guerra in Ucraina
Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Il mondo occidentale si stringe attorno a Kiev (qui tutti gli articoli sulla guerra in Ucraina) e mette in guardia lo zar. È quanto emerge dal vertice Nato, dal G7 e dal primo round del Consiglio europeo che si sono celebrati ieri a Bruxelles alla presenza del presidente americano, Joe Biden. Che assicura: se Vladimir Putin utilizzerà le armi chimiche la Nato risponderà. Una minaccia che viene rilanciata dal premier britannico. L’eventuale uso di armi chimiche da parte della Russia scatenerebbe un’ondata di “orrore viscerale” fra i leader del mondo e avrebbe “conseguenze catastrofiche” per lo stesso Putin, dice Boris Johnson.

Guerra in Ucraina, se Putin utilizzerà le armi chimiche in Ucraina la Nato risponderà

Ma l’appello accorato del presidente ucraino non è stato però accolto dai leader. Volodymyr Zelensky aveva chiesto una fornitura di armi offensive “illimitate”, inclusi “tank e jet”, ma ha ottenuto dagli alleati più sistemi anti-carro, anti-missili e droni. “La Nato – ha spiegato il segretario generale Jens Stoltenberg, prorogato nelle sue funzioni fino alla fine di settembre del 2023, – fa quello che può ma è nostra responsabilità evitare che il conflitto si espanda, per questo non dislocheremo truppe in Ucraina”.

L’Assemblea generale dell’Onu intanto adotta una risoluzione che chiede “l’immediata cessazione delle ostilità da parte della Russia e in particolare degli attacchi contro i civili”. Solo 5 voti contrari (Russia, Siria, Bielorussia, Eritrea, Nord Corea). Anche la Cina fra le 38 astensioni. E arriva una nuova ondata di sanzioni a Mosca con Londra che allarga la ‘black-list’ a 65 nuove società e personalità russe, tra cui anche la banca di stato Gazprombank, e gli Stati Uniti che procedono contro altri 400 tra individui e aziende.

L’Ue si prepara a sua volta ad allargare l’elenco dei sanzionati, a valle del Consiglio europeo che si concluderà oggi. I Paesi del G7 si dicono pronti ad altre sanzioni, ma l’embargo su gas e petrolio ancora non è in discussione. Per stringere sui tentativi di aggirare le sanzioni, invece, si interverrà sull’oro della banca centrale russa, cui sarà impedito di vendere.

Il Consiglio europeo nelle proprie conclusioni dovrebbe così confermare l’impianto già visto al vertice di Versailles: “L’Unione europea ha finora adottato sanzioni significative che stanno avendo un enorme impatto su Russia e Bielorussia e rimane pronta a muoversi rapidamente con ulteriori misure coordinate”, sarà il messaggio, stando alla bozza, unito all’invito a tutti i Paesi ad allinearsi, e alla volontà di fermare ogni tentativo di aggirare le sanzioni o aiutare la Russia.

La novità insomma, oltre alle black-list allargate con nuovi nomi russi e bielorussi, resta la stretta sull’oro di Mosca: i Paesi del G7, oltre a ribadire la volontà di imporre gravi conseguenze alla Russia con le misure economiche e finanziarie già decise, hanno fatto sapere di voler avviare una iniziativa per monitorarne la piena attuazione “anche per quanto riguarda le transazioni in oro da parte della Banca centrale russa”.

E ancora: “Sollecitiamo tutti i Paesi a non dare alla Russia assistenza militare o di qualsiasi altro genere” che possa aiutare Mosca a portare avanti la sua aggressione contro l’Ucraina, è quanto si legge nelle conclusioni del vertice del G7, dove sebbene non si citi mai la Cina, il riferimento a questo Paese, secondo gli addetti ai lavori, risulta evidente alla luce degli ultimi scambi verbali tra Pechino e gli Stati Uniti. Piatto forte della seconda puntata del Consiglio europeo saranno le misure contro il caro energia.

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha annunciato la decisione di intensificare il sostegno all’Ucraina, inasprire le sanzioni contro la Russia e liberarsi dai combustibili fossili russi. Non embargo, però, ma un’ulteriore forte accelerazione della diversificazione, a partire dal gas naturale liquefatto per cui è già annunciata un’intesa con Washington.

Giro di incontri per Mario Draghi. Che ha parlato, a margine dei lavori, con Biden e poi con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan che a suo tempo aveva definito “dittatore”. Il premier ha annunciato presto un trilaterale Turchia-Francia-Italia.Draghi ha ribadito l’impegno sulle spese militari e la necessità che l’Ue dia risposte decisive sul fronte del gas dal tetto ai prezzi agli stoccaggi comuni ma sa che deve superare le resistenze dei paesi del Nord, dalla Germania all’Olanda. Non è un caso che abbia avuto pure un bilaterale col premier olandese Mark Rutte. Ma la strada appare in salita.