Guerra ai poteri forti. Conte annuncia il nuovo corso del M5S. L’ex premier fa tappa in Abruzzo. “Ripulire le incrostazioni del sistema”

GIUSEPPE CONTE
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“Fai paura Giuseppe”, urlano al leader del M5S i suoi sostenitori nel corso di un incontro elettorale a San Giovanni Teatino, in provincia di Chieti. E Giuseppe Conte annuisce e conferma, snocciolando una sorta di manifesto programmatico del Movimento Cinque Stelle. “È vero io faccio paura, ma non a voi. Faccio paura a chi vive delle incrostazioni di un sistema. Noi facciamo paura a chi è abituato a fare attività di impresa non stando sul mercato con le piene regole di legalità e trasparenza, ma è abituato a cercare un sistema di relazioni”.

“Facciamo paura – ha aggiunto ancora Conte – a chi non comprende che la legalità è un principio che ci tutela tutti. Facciamo paura a chi è abituato a insinuarsi nelle pieghe della pubblica amministrazione e andare avanti con la corruzione. Facciamo paura a chi è abituato a succhiare la nostra economia col malaffare, la criminalità organizzata, tutte le mafie. Facciamo paura a chi pensa che una nazione come la nostra possa andare avanti senza una minima attenzione etica, senza mantenere alta l’asticella di una minima coscienza civica”.

L’ex premier è un fiume in piena nel corso della sua campagna elettorale che ieri lo ha portato in Abruzzo. Spazia dai temi di più stringente attualità – dalla stangata in arrivo sulle bollette di gas ed elettricità all’estensione del Green Pass decisa giovedì dal Governo per tutti i lavoratori – fino alla misura bandiera dei pentastellati, quel Reddito di cittadinanza bersagliato dalla propaganda becera delle destre e dei renziani. “Ci ritroviamo queste bollette che aumentano del 30 o del 40%. Ora dobbiamo assolutamente calmierarle. A Roberto Cingolani (ministro della Transizione energetica, ndr) – ha detto ancora Conte – abbiamo detto che non è accettabile che si scarichi sulle fasce più deboli della popolazione un aumento di tale dimensioni”.

La transizione ecologica, secondo il leader M5S, va fatta con i cittadini. Non può essere imposta dall’alto. “Bisogna diffondere una cultura integralmente ecologica, coinvolgere i cittadini nei progetti”. Bene, poi, l’estensione del certificato verde se questo serve a completare la campagna vaccinale. Ma – avverte l’ex premier – “nessuno, a causa del Green Pass, deve perdere il posto di lavoro”.

PRIMA GLI ULTIMI. Si indigna per la crociata contro il Reddito di cittadinanza (leggi l’articolo). “C’è una guerra ai poveri, privilegiati che fanno una battaglia contro i poveri. Questa cosa più che sorprendermi mi indigna. Vedo tentativi di andare a cercare gli abusi per enfatizzarli mediaticamente. Che facciamo, troviamo un falso invalido e togliamo le pensioni di invalidità?”. Ritorna su un tema a lui caro: le strategie per contrastare le delocalizzazioni selvagge e risolvere le crisi d’impresa.

Ai lavoratori della Riello di Cepagatti (Pescara), che rischiano il posto di lavoro per l’annunciata chiusura dello stabilimento con il licenziamento di poco meno di cento addetti (l’azienda ha deciso di delocalizzare in Polonia), Conte rilancia l’idea di facilitare progetti di salvataggio delle imprese da parte degli stessi dipendenti (workers buyout) che si possono costituire in cooperative. I lavoratori, secondo l’ex premier, vanno solo incentivati con vari strumenti che vanno dall’accesso agevolato al credito, all’anticipo dei sussidi per la disoccupazione e dei Tfr, e altri ancora.

Conte da un lato chiede che il decreto anti delocalizzazioni venga fatto e subito per richiamare le aziende che decidono di andare via alla responsabilità sociale, dall’altro ribadisce come sia impossibile imporre a un’azienda di restare. “In questo momento al Mise ci sono 87 tavoli di crisi. Lo Stato non ha strumenti per risolverli. Può però favorire, laddove ci sono le condizioni, dove c’è un prodotto tecnologicamente competitivo, i lavoratori stessi. Chiederemo subito al viceministro allo Sviluppo Economico, Alessandra Todde, di aprire un tavolo”. E ai candidati del Movimento sui social lancia un appello: “Non fate promesse elettorali, ma assumete impegni che potete rispettare. Questo significa fare Politica in maniera seria e responsabile”.