Guerra Russia Ucraina, Johnson firma patto militare con Finlandia e Svezia: cos’è e cosa significa

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Guerra Russia Ucraina, Johnson firma patto militare con Finlandia e Svezia: cos’è, cosa significa e perché esaspera i rapporti con Mosca?

Guerra Russia Ucraina, Johnson firma patto militare con Finlandia e Svezia: la conferenza stampa a Helsinki

Nella giornata di mercoledì 11 maggio, il primo ministro britannico Boris Johnson si è recato a Helsinki e ha tenuto una conferenza stampa congiunta con il premier finlandese, Sauli Niinisto. In questa circostanza, Johnson ha ribadito la determinazione del Regno Unito di entrare ufficialmente in guerra contro Mosca nel caso in cui la Federazione Russa dovesse attaccare la Finlandia per la sua domanda di adesione alla NATO.

In occasione della sua visita a Helsinki, il primo ministro britannico ha anche firmato un patto militare con Finlandia e Svezia. A questo proposito, Johnson ha dichiarato: “Il patto militare firmato oggi dal Regno Unito con la Finlandia, come l’analoga dichiarazione solenne sottoscritta con la Svezia, prevede la possibilità di assistenza militare britannica diretta nel caso di un ipotetico attacco della Russia. Nell’eventualità di un disastro, di un attacco a uno dei nostri Paesi, ciascuno interverrebbe per dare assistenza all’altro. Assistenza militare inclusa”.

Una simile evenienza provocherebbe, quasi inevitabilmente, l’ingresso in guerra a fianco dei due Paesi scandinavi anche dell’Unione Europea in quanto i Trattati dettagliano la possibilità di una mobilitazione militare qualora uno degli Stati membri dovesse essere attaccato.

Cos’è, cosa significa e qual è stata la reazione dell’Unione europea

La posizione espresso da Boris Johnson a Helsinki appare alquanto distante da quella assunta dall’Unione Europea. Se il Regno Unito e Johnson hanno proceduto alla firma di un patto militare con Finlandia e Svezia mettendo in atto una “provocazione” ai danni del Cremlino, l’UE sta pubblicamente e a più riprese invocando la “necessità di pace e di un rapido cessate il fuoco”. A farsi portavoce di una simile esigenza, è stato dapprima il presidente francese Emmanuel Macron, seguito dal cancelliere tedesco Olaf Scholz.

Allo stesso modo, anche il premier italiano Mario Draghi si è recato alla Casa Bianca per consegnare al presidente americano Joe Biden il messaggio dei principali leader dell’UE.

In un simile contesto, si inserisce la mossa incendiaria del primo ministro britannico che continua a versare benzina, alimentando le fiamme che animano l’operazione militare speciale ordinata dal Cremlino contro l’Ucraina.

Il conflitto russo ucraino, intanto, a quasi tre mesi ormai dal suo inizio, ha rapidamente valicato i confini dell’Ucraina assumendo proporzioni mondiali e ripercuotendosi a livello internazionale.

Insieme alle decine di migliaia di morti, infatti, le sanzioni varate dall’Occidente contro la Russia di Putin stanno devastando anche le economie europee che stanno facendo i conti con l’impennata dei prezzi dell’energia. Inoltre, la concentrazione sempre più elevata di attrezzature belliche in Ucraina e il raggruppamento di truppe NATO ai confini del Paese assediato dai russi potrebbe, prima o poi, dare origine a un incidente che potrebbe avere conseguenze devastanti e portare realmente allo scoppio di un conflitto su larga scala.