Gufi in politica

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di Gaetano Pedullà

Matteo Renzi è stato affrettato nel dare per sconfitti i gufi. Certo, il decreto che ha tagliato l’irpef è arrivato. E milioni di italiani avranno ottanta euro al mese in più in busta paga. Ma se c’è chi fa politica denigrando ogni cosa provenga dalla parte opposta – fosse anche la soluzione certificata ai problemi del mondo – ecco che volato via un gufo ne spunta subito un altro. Anzi, due: Grillo e Brunetta. Così anziché spronare il governo a dare più soldi a un Paese in ginocchio, persino chi chiede da sempre di ridurre la pressione fiscale ora attacca il governo perché mancherebbe la copertura. Adesso, senza soffermarci sulle finte coperture con cui si fa da decenni la finanza pubblica (dagli approssimativi ministri del Tesoro della Prima Repubblica alla finanza creativa di Tremonti, senza salvare i più recenti ministri tecnici), su poche cose da fare responsabilmente nell’interesse del Paese la politica fa davvero una pessima figura a dividersi. È chiaro a tutti che il decreto taglia-Irpef si tiene in piedi con lo scotch, che una volta insediata la nuova Commissione europea ci faranno neri per questo, ma se per una volta si sta facendo una cosa giusta non si possono mettere i bastioni tra le ruote solo per far qualcosa o perché dietro l’angolo ci sono le elezioni europee. Se all’opposizione contro tutto e tutti dei Cinque Stelle ci siamo abituati, quella non costruttiva di Forza Italia sorprende. E probabilmente non aiuterà a recuperare i consensi elettorali in fuga. I dati diffusi ieri da Istat e Coldiretti sono drammatici: oltre un milione di famiglie non ha più alcun reddito da lavoro. Con la fame che c’è, qui i gufi li fanno arrosto.

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