Hollande si ritira. Finiscono nel cassetto le norme anti-terrorismo. Il presidente si rimangia l’impegno. Ai terroristi resta la cittadinanza

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Sui diritti civili indietro non si torna. Neppure se c’è da fronteggiare la minaccia del terrorismo jihadista. Francois Hollande ha deciso che la costituzione repubblicana non si tocca e, contrariamente a quanto aveva annunciato subito dopo le stragi del 13 novembre, ha riposto in un cassetto il progetto di togliere la cittadinanza francese ai terroristi condannati con sentenza definitiva. Troppe proteste nel proprio partito, quello socialista, troppe divisioni nel governo e nessuna sponda dai repubblicani di Nicholas Sarkozy e dal Front National di Marine Le Pen.
L’annuncio della poco trionfale marcia indietro è arrivato dopo il consiglio dei ministri di ieri, all’Eliseo. Hollande, che con il suo tasso di gradimento al 18% è uno dei leader meno popolari del Continente, ha annunciato di aver “deciso di chiudere il dibattito costituzionale” per il fatto di non aver raggiunto un consenso parlamentare alla propria idea. “L’Assemblea nazionale e il Senato non sono riusciti ad accordarsi su uno stesso testo e oggi non ci sono le condizioni per un compromesso”, ha detto il presidente, provando in qualche modo ad addossare la responsabilità del fallimento ai partiti.

CONTI SBAGLIATI
E in effetti la sua colpa principale è stata la mancanza di carisma, come spesso gli accade, e un annuncio che forse andava calibrato meglio e che invece fu lanciato sulle ali dell’emozione tre giorni dopo gli attentati in cui morirono 130 persone. Nella proposta di Hollande, poi, c’era in effetti un problema tecnico non da poco. La legge francese prevede già la perdita della cittadinanza acquisita per chi si macchia dei reati di tradimento e terrorismo, però lo schema di riforma costituzionale prevedeva la revoca della cittadinanza francese anche per i terroristi che hanno un solo passaporto. Ma questo significherebbe diventare apolidi, il che non è possibile. E allora ecco che sarebbe leso il principio di eguaglianza davanti alla legge, visto che la sanzione sarebbe comminata a chi ha due cittadinanze e sarebbe invece risparmiata a chi ha un solo passaporto.

DIMISSIONI
Che la questione fosse praticamente irrisolvibile senza una clamorosa forzatura è parso subito chiaro a mezzo governo, tanto che proprio su questa faccenda, a dicembre, si è dimessa la ministra della Giustizia, Christiane Taubira, che poi si è spiegata così su Twitter: “A volte resistere è rimanere, a volte resistere è andarsene”. Per lei la costituzione non andava toccata in nessun modo. Ma Hollande è stato accusato di tentare risposte rabbiose e non meditate all’Isis anche da buona parte del proprio partito, che gli ha contestato altri due progetti, prontamente ritirati, ovvero quelli di consentire gli arresti e le perquisizioni dei sospetti terroristi senza la preventiva autorizzazione di un giudice.
Ma il fatto che ha forse lasciato più stupito il presidente francese è l’esser rimasto scoperto anche sul fronte del centrodestra, che sulla sicurezza conduce campagne martellanti. Sarkozy e la Le Pen lo hanno lasciato cuocere nel suo brodo, forti dei loro sondaggi in crescita.

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di Gaetano Pedullà

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