I barconi continuano ad affondare. Ma l’Italia è sempre sola ad affrontare l’emergenza. Dall’Europa solo parole

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L’emergenza continua a largo del Canale di Sicilia. Ma niente cambia nonostante le belle parole spese dall’Europa. Ieri sono morti altri 25 migranti e oggi arrivano a Palermo i 375 superstiti. Il barcone su cui viaggiavano si è capovolto all’arrivo dei soccorsi, probabilmente perché i migranti si sono spostati tutti verso le barche che li stavano soccorrendo. Sul tema dei flussi migratori “quello di cui abbiamo bisogno è il coraggio collettivo per fare seguire azioni concrete a parole che altrimenti suonano vuote” scrivono in una nota congiunta il vice presidente della Commissione europea Frans Timmermans, l’alto rappresentante Ue per la politica estera Federica Mogherini e il commissario alle Migrazioni Dmitri Avrampoulos. Come al solito solo parole. Visto che la nostra Guardia costiera è sola ad affrontare l’emergenza. E a parte gli elogi per la nostra Marina dall’Ue arriva ben poco. L’Ue sottolinea che le risorse sono state triplicate. Ma forse occorrerebbe affrontare l’emergenza in maniera diversa visto che il mare continua a restituire cadaveri.