I caccia Usa sganciano bombe al confine tra le due Coree. Ma la Cina avverte Trump: “Questo non è un war game”

dalla Redazione
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Clima di tensione e venti di guerra dominano la scena asiatica. Donald Trump in risposta alle ultimi provocazioni provenienti dal Nord Corea ha inviato i caccia americani a sganciare bombe al confine tra le due Coree. A richiamare il presidente Usa è arrivato l’intervento diretto della Cina: “La situazione è seria e la penisola coreana non è un gioco di guerra”. Cina che si è schierata anche contro le sanzioni.

E, a quanto pare, la pressione americana ha tutt’altro che fermato la voglia di alzare i toni del dittatore Kim Jong-un che, dalla televisione di Stato, ha lanciato nuove minacce al Giappone: “Tokyo alleata con gli Usa, sta rischiando l’autodistruzione”. Il comunicato diffuso dall’agenzia di stampa di Pyongyang ha fatto riferimento diretto all’isola di Hokkaido, già sorvolata dal missile lanciato martedì scorso. Nel frattempo a Tokyo è corsa al riarmo visto che è stato richiesto dalla Difesa nipponica un aumento record del proprio bilancio per un importo di 5.200 miliardi di yen (40,5 miliardi di euro), pari a un incremento del 2,5%. La Difesa vuole investire su batterie di missili intercettori terra aria e sistemi navali di contraerea. E pensare che il Giappone viene da dieci anni in cui gli stanziamenti per la Difesa sono stati sempre ridotti.

Sul lancio del missile di martedì, emergono, intanto, nuovi particolari: il vettore è stato lanciato a metà della sua gittata potenziale, quindi avendo percorso 2.700 chilometri risulta che ne avrebbe potut percorrere anche 5mila. Ma qui si entrerebbe in discorsi troppo specifici che preferiamo lasciare agli esperti. Il vice ministro della Difesa sudcoreano, Suh Choo-suk, infatti, ha spiegato in un’audizione parlamentare che “è necessaria un’attenta analisi sul punto” aggiungendo di ritenere basate su “speculazioni” le ricostruzioni di media secondo cui il missile di Pyongyang si sarebbe spezzato in tre pezzi, quale fallimento della parte finale del test. Intanto dalla Corea del Sud cresce il sospetto che presto possa essere effettuato dalla Corea del Nord il sesto test nucleare.