I cardinali Usa vicini al Papa contro Trump: “Le sue politiche sono distruttive”

Tre cardinali Usa, vicini a Papa Leone XIV, condannano le politiche "distruttive" di Donald Trump su Ucraina, Venezuela e Groenlandia.

I cardinali Usa vicini al Papa contro Trump: “Le sue politiche sono distruttive”

Se qualcuno, con l’elezione a pontefice di Papa Leone XIV, si aspettava una Chiesa più vicina agli Stati Uniti e a Donald Trump, di certo ora è stato smentito. Tre cardinali statunitensi, infatti, hanno pubblicato un comunicato congiunto per criticare la politica estera e l’aggressività del presidente Usa. Si tratta degli arcivescovi di Washington, Chicago e Newark, considerati vicini al Papa.

Blase Joseph Cupich, arcivescovo di Chicago, Robert McElroy, arcivescovo di Washington, e Joseph William Tobin, arcivescovo di Newark, hanno scritto in una lettera che “il ruolo morale degli Stati Uniti d’America nell’affrontare il male nel mondo e nel costruire una pace giusta è ridotto a categorie partigiane che incoraggiano la polarizzazione e le politiche distruttive”.

Il messaggio dei cardinali Usa vicini al Papa contro Trump

Il messaggio è stato rilanciato dall’Osservatore romano e nasce dal fatto che nel nuovo anno “gli Stati Uniti sono entrati nel dibattito più profondo e acceso sulla base morale delle azioni dell’America nel mondo dalla fine della Guerra Fredda”. Il riferimento, citato esplicitamente, è agli eventi in Venezuela, Ucraina e Groenlandia. Temi che “hanno sollevato questioni fondamentali sull’uso della forza militare e sul significato della pace”.

Secondo i tre cardinali il “bilanciamento tra interesse nazionale e bene comune viene inquadrato in termini fortemente polarizzati”. La valutazione dell’azione degli Usa parte dai principi espressi da Leone XIV nel suo discorso del 9 gennaio al Corpo diplomatico, richiamando il principio sottolineato dal pontefice riguardante la “debolezza del multilateralismo”, ritenuta fonte “di particolare preoccupazione a livello internazionale”. Ciò che manca, secondo il Papa, è una “diplomazia che promuove il dialogo”, sostituita da una “diplomazia basata sulla forza”.

L’appello finale dei tre cardinali ha l’obiettivo di “costruire una pace veramente giusta e duratura”, rinunciando alla guerra “come strumento per interessi nazionali miopi” e all’azione militare come “strumento normale della politica nazionale”.