I collaboratori al centro. La lezione di Alfio Bardolla. Great Place to Work certifica le buone pratiche del gruppo guidato dal financial coach più famoso d’Italia

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Ogni nuovo dipendente, appena viene assunto, riceve un invito a cena a casa del capo. Lo scopo? Conoscersi meglio e instaurare un miglior rapporto umano e professionale. Sembra la scena di un film. Una circostanza impensabile ai giorni nostri soprattutto se questo invito non avviene in una piccola realtà aziendale ma in un gruppo “importante”, come la Alfio Bardolla Training Group S.p.a. (Abtg), società quotata alla Borsa di Milano. Ma non solo.

Alfio Bardolla, il financial coach più famoso d’Italia, nonostante i suoi molteplici impegni è attento verso i suoi collaboratori, dai più vecchi ai nuovi assunti, interessandosi anche alla loro salute. “Quando mi sono rotta la gamba – racconta una collaboratrice – mi scrisse in privato per sapere come stessi e so che questo atteggiamento paterno lo ha con molti altri di noi”. Ad altri collaboratori, invece, regala libri o dispensa consigli.

ASCOLTARE PAGA. Non è quindi casuale che la Great Place to Work, l’Istituto che pubblica ogni anno una speciale classifica dedicata ai migliori ambienti di lavoro in Italia, ha inserito la Abtg proprio nei primi venti posti. “Mi prendo cura dei miei collaboratori e loro si prendono cura dei miei clienti – ci tiene a precisare Bardolla –, ed è per questo che siamo riusciti ad ottenere la certificazione di Best Place to Work. In pratica significa che sono circondato da dipendenti e collaboratori felici di fare quello che fanno, ogni giorno”.

“Questo – ha detto ancora l’imprenditore – non succede per caso: è frutto di una ricerca continua di persone valide, allineate ai nostri valori e ai nostri obiettivi. Professionisti motivati e sorridenti che hanno il piacere di lavorare insieme e che per questo vengono valorizzati. Ecco perché siamo cresciuti del 300% in tre anni e ecco spiegato il perché chi entra da noi, difficilmente ci lascia.”

Insomma, quella di Bardolla, è una gestione aziendale nella quale si collabora come in una famiglia perché in un contesto collaborativo consolidato anche da solide relazione affettive, le persone sono più creative e felici di raggiungere il proprio posto di lavoro. E chi non sarebbe felice di andare in ufficio sapendo, oltretutto, che quando l’azienda è stata quotata in Borsa il “boss” ha “regalato” un milione di euro in warrant a tutti i suoi dipendenti? Sinceramente ci sembra difficile immaginare un dipendente scontento.

Ma non finisce qui. L’imprenditore di Chiavenna famoso per i suoi maglioni arancioni, oltre ad essere sempre attivo nel sociale, ogni anno organizza un Team Building aziendale con tutti i collaboratori: giornate di sport, festa e iniziative sociali, per conoscersi meglio e fare squadra.

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