I conti di Enel sono allarmanti. Delisting per le rinnovabili. Dopo solo 5 anni si ritira Enel Green Power. Nessun premio agli azionisti e al mercato

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di Sergio Patti

Gli unici ad essere premiati saranno avvocati, banche e consulenti. Dal riassorbimento di Enel Green Power nella casa madre Enel non avranno benefici invece né gli azionisti, né il mercato. Succede anche questo nel variegato mondo dell’ex monopolista elettrico, protagonista a dicembre 2008 dello spin-off della società che doveva diventare leader mondiale nelle energie rinnovabili. A solo sette anni di distanza dalla fondazione e ad appena cinque dalla quotazione in Borsa si fa invece retromarcia e ieri i consigli di amministrazione di Enel ed Enel Green Power hanno avviato l’esame sull’ipotesi di integrazione societaria delle attività.

DIETROFRONT
Enel Green Power torna dunque all’interno di Enel, e come prima cosa i Cda hanno provveduto ad individuare i consulenti legali e finanziari. Studi e società che si sfregano le mani: grazie alle scelte dell’Ad Starace loro hanno già vinto. Chi non vince sono tutti gli altri, come le due società si sono affrettate a far sapere con un comunicato. “L’ipotesi di integrazione – hanno detto – non prevede l’effettuazione di alcuna offerta pubblica di acquisto e o di scambio avente ad oggetto azioni Enel Green Power da parte di Enel. L’obiettivo finale è il delisting della società delle rinnovabili, autrice negli ultimi cinque anni di una performance a dir poco deludente. Il valore del titolo – è oscillato infatti tra un minimo di 1,02 euro per azione nell’agosto 2012 e un massimo di 1,95 euro a luglio scorso, senza spiccare il volo da quel 1,6 euro con cui aveva debuttato alle contrattazioni. Ciò nonostante l’Ad di Enel Green Power veniva fatto passare inspiegabilmente per un manager di grande capacità, tanto da diventare numero uno del colosso elettrico una volta uscito il precedente Ad Fulvio Conti. Ora che si fanno i conti la realtà emerge per quella che è, e la strada del ritiro da Piazza Affari sembra segnata.

COME TIM
Ma cosa c’è davvero dietro questa ricongiunzione che ricorda lo stesso vai e vieni di Telecom con Tim di molti anni fa? Più o meno la stessa motivazione: la montagna di debiti. Enel ha una situazione complicatissima, con il debito di oltre 38 miliardi persino cresciuto nell’ultima trimestrale, nonostante le dismissioni. Enel Green Power invece sta meglio e riportarla alla casa madre aiuterebbe non poco i conti di Starace. Ieri la società delle rinnovabili ha chiuso a +3,42, spinta da una residua speranza di un’Opa. Enel invece ha ceduto l’1,80%.