Il peso dellโIrpef ricade quasi esclusivamente su lavoratori dipendenti e pensionati, mentre la flat tax per gli autonomi riduce il gettito per lo Stato di circa 3,4 miliardi lโanno. Bastano due numeri, forniti nella relazione sul rendiconto generale dello Stato della Corte dei Conti, per capire qual รจ il risultato delle politiche fiscali del governo. Il primo nasce dalla riforma tributaria in corso dal 2023, che ha prodotto diversi decreti e testi unici, ma nonostante questo rimangono โalcuni aspetti da definire in relazione, fra gli altri, alla revisione organica delle spese fiscaliโ, stimate in โcirca 119 miliardi di mancato gettito (5,3% del Pil)โ.
Lโaltro aspetto sottolineato รจ il โmancato perseguimento dellโequitร orizzontaleโ dellโIrpef: lโimposta continua a gravare โquasi esclusivamente sui redditi da lavoro dipendente e da pensione (82%)โ, come sottolinea il presidente della Corte dei Conti, Guido Carlino. Ciรฒ che viene sottolineato รจ anche la โprogressiva erosione della base imponibile dellโimposta sul reddito delle persone fisiche per effetto dellโespansione dei regimi sostitutivi e forfettariโ.
Proprio il regime forfettario per le partite Iva conta oltre due milioni di beneficiari, con โun costo stimato in termini di minor gettito di circa 3,4 miliardi per il 2025, sensibilmente superiore alle previsioni originarie e con una progressiva crescita dei soggetti che si avvalgono del regime che รจ pari al 24,7% rispetto al 2019โ.
Non solo Irpef e flat tax, dalla stabilitร dei conti pubblici ai fondi Ue
Passando ai conti pubblici, la loro stabilitร rimane esposta โa fortissimi rischio esogeniโ che potrebbe portare a rivedere gli scenari economici. Resta lโesigenza di โmantenere il controllo sui conti pubbliciโ e di โgarantire una piรน attenta selezione degli interventi da avviare al fine di contrastare gli effetti del rincaro delle materie prime energeticheโ- Bisogna ridefinire in maniera โrigorosaโ le prioritร di spesa, โinclusa la riprogrammazione di alcuni aumenti settoriali come quelli destinati alla difesa, pur mantenendo fermi i presidi a tutela dei redditi delle famiglie e della liquiditร aziendaleโ.
Cโรจ poi lโimportanza degli investimenti del Pnrr, con una quota di spesa rilevante โdestinata a slittare oltre il 2026โ: circa 24,2 miliardi riferiti a 66 misure. Sempre in tema di fondi Ue, lโItalia รจ al primo posto in Europa per numero di frodi sui finanziamenti comunitari, con un danno potenziale di 28,71 miliardi, come emerge dalla memoria del procuratore generale, Pio Silvestri. Roma da sola โgenera quasi la metร del danno economico complessivo contestato da Eppo a tutti gli altri Paesi dellโUnioneโ. Inoltre, in merito ai flussi finanziari, il Pg evidenzia che lโItalia รจ โbeneficiario nettoโ, avendo ricevuto risorse per 44,39 miliardi contro i 19,93 miliardi versati nelle casse dellโUe.