I falchi tedeschi non sentono. Nessuno sconto per Atene. La Germania guida il fronte contrario a rinegoziare il debito. Ma si scommette su una prossima intesa

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La lezione non è stata capita. I falchi che sentono solo dall’orecchio del rigore non intendono fare nessuna concessione alla Grecia. E per il momento all’orizzonte non si vede nessuna apertura sulla richiesta del partito che ha stravinto le elzioni chiedendo meno debito, più solidarietà e stop all’austerity. I ministri delle finanze dell’eurozona riuniti a Bruxelles sono stati netti. E anche i presidenti del Consiglio europeo, Donald Tusk, della Commissione europea, Jean-Claude Juncker e dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem non hanno lasciato spazio: “Gli accordi vanno rispettati, la prima cosa da discutere è l’estensione del piano di aiuti”.

L’AFFONDO
Dijsselbloem però non ha risparmiato un affondo a Tsipras: “Abbiamo già concesso tanto, no alla cancellazione del debito”. Una linea tenuta anceh dal tedesco Wolfgang Schaeuble, ministro delle Finanze: “Per noi gli impegni presi sono validi”. Con loro anche il numero uno della Bce, Mario Draghi: proprio ieri è stata resta pubblica la replica – datata 15 gennaio – di Draghi all’europarlamentare Kostas Chrysogonos nella quali si sottolinea come nonostante alcuni aumenti negli ultimi anni la pressione fiscale in Grecia resta “ben inferiore sia alla media dell’area euro, sia di quella di tutta l’Unione europea a 28”.

L’AVVERTIMENTO
Draghi ha spiegato anche che la Bce ha un ruolo di consulenza tecnica su diverse questioni economiche e finanziarie nella Troika, il comitato che vigila e tratta i programmi di aiuti ai paesi che include anche Commissione Ue il Fmi. Guadando più nello specifico la situazione dell’economia ellenica, “in merito alla tassazione, la prego di notare – ha scritto Draghi – che l’incidenza del peso fiscale sul Pil in grecia, inclusi i contributi sociali, al 34,2 per cento nel 2013 resta ben inferiore sia alle media dell’area euro sia a quella dell’Ue a 28, nonostante alcuni aumenti negli ultimi anni”. Duro pure il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker: la riduzione del debito greco “non è sullo schermo radar della Commissione” Ue, ha detto nel corso di un’intervista all’emittente tedesca Ard, aggiungendo che “non vi è alcuna necessità urgente di agire sul debito greco” e “non credo ci sia una maggioranza nell’Eurogruppo, in particolare nella zona euro, a favore della riduzione del debito”. Al coro europeo si è unito anche il ministro itlaiano Pier Carlo Padoan, che ha parlato prima dell’Eurogruppo spiegando che sul debito greco è necessario che i partner europei trovino “una soluzione compatibile con gli equilibri esistenti. Come dire: in questa fase falchi e colombe (l’Italia è chiaramente per una deroga sul rigore) puntano tutti nella stessa direzione. Per ora.

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