I negazionisti diventano un caso… patologico. Due milioni di morti nel mondo. Ma c’è chi insiste a dire che è tutto falso. Dall’Italia agli Usa dilagano i complottisti. Ormai non si può più lasciarli fare

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Il negazionismo è stato collegato da eminenti studi ad una patologia mentale. Infatti il negazionista tipico mette in atto un semplice quanto sciocco meccanismo di difesa: nega l’evidenza e la realtà fattuale. Si tratta di meccanismi ancestrali, che nel corso della civiltà sono stati agevolmente superati grazie alla razionalità, al senso critico e in definitiva anche solo grazie al buon senso. Invece il negazionista è un perverso che nega la realtà sotto gli occhi di tutti. Per lui semplicemente non esiste. Il negazionista non è un frutto della recente pandemia è una malattia da sempre esistita, basti pensare a chi negava e nega tuttora pandemia di Aids.

Eppure i dati sull’andamento del Covid e del suo agente infettivo il Coronavirus sono sotto gli occhi di tutti: quasi 2 milioni di vittime, 93 milioni di casi accertati e 67 milioni di ricoverati in tutto il mondo. Ma il negazionista continua a negare anche quando è messo davanti ai dati ufficiali. Trova sempre – ai suoi occhi e dei suoi compari di pazzia – una spiegazione: i dati sono truccati, i dati conteggiano qualsiasi malattia, i dati possono essere anche giusti ma altre patologia fanno molte più vittime e così via. Ognuno di noi si è imbattuto – anche tra i propri conoscenti – in personaggi simili. Discutere con loro non solo è inutile ma anche dannoso perché non si arrenderanno mai all’evidenza e vi faranno perdere ore e ore di inutili discussioni.

Forse sarebbe necessaria una legge per punirli come si fa con il negazionismo sull’Olocausto, ma poi i sacerdoti dell’allodola, i missi dominici della libertà, gli alfieri dell’anarchia accuserebbero lo Stato di volere ingabbiare il pensiero, di non volerli assoggettare alla Scienza e in definitiva troverebbero conferma alle loro spiegazioni deliranti su un Ordine Mondiale che chiamano il Deep State composto da organizzazioni segrete, massoniche e demo pluto giudaiche che governano il mondo, magari guidate dai rettiliani che userebbero il 5G per propagare via etere l’infezione. La malattia mentale non è certo limitata all’Italia.

I negazionisti sono in tutto il mondo: basti guardare in Usa, UK, Germania, Francia. Sono ovunque, perché in fondo il Dna umano e le sue pazzie sono ovunque. Il punto è che sono pericolosi non solo per sé stessi, ma lo sono – ed è questo il punto importante – per l’intera società. Infatti, negando la malattia non utilizzano quelle cautele che ormai conosciamo a memoria tutti: mascherina, distanziamento sociale e lavaggio delle mani. Per questi anarcoidi folli gli altri semplicemente non esistono. Non hanno il minimo senso sociale e della collettività e semplicemente nel loro egoismo forsennato se ne fregano di tutto e di tutti.

In genere si tratta di emarginati e falliti che sono alimentati quasi esclusivamente da una rabbia folle per chi invece è “integrato”, un odio sociale che trova la sua espressione naturale proprio sui social che gli permettono di crearsi quella “bolla” di consimili che si danno ragione a vicenda, proprio come i pazzi degli antichi manicomi. Il negazionismo va combattuto attivamente. Occorre che lo Stato metta in atto delle forti campagne educative sui media e nelle scuole, occorre anche un impegno individuale militante che combatta localmente il negazionista sbraitante e lo indichi al pubblico disprezzo. Il negazionismo è la quinta colonna del virus e bisogna contrastarlo con tutte le forze disponibili. Prima verranno smascherati i negazionisti e prima finirà la pandemia. Anche Papa Francesco – che si è prontamente vaccinato- lo ha detto chiaramente sebbene con toni più pastorali.