I nuovi poliziotti di Cameron: grilletto facile contro il terrore. Il premier deciso a cambiare le regole d’ingaggio. Possibile aprire il fuoco per prevenire minacce

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Poliziotti inglesi con “licenza di uccidere”. Magari l’espressione potrà apparire esagerata. Ma quello a cui sta pensando il premier britannico David Cameron è senza dubbio qualcosa di draconiano. E naturalmente va letto nella scia di inziative che un po’ in tutta Europa i governanti stanno lanciando in chiave anti Isis, scottati dalle stragi di Parigi dello scorso 13 novembre. Quella di Cameron è una proposta che fa discutere e che continuerà a sollevare polemiche anche nei prossimi giorni. Per il premier inglese sembrerebbe essere arrivato il momento di estendere la possibilità per i poliziotti di aprire il fuoco contro i terroristi. Cameron, in particolare, vorrebbe rivedere le attuali normative ed estendere le tutele legali per i poliziotti impiegati in operazioni antiterrorismo.

IL CONTESTO
Troppo spesso, sostiene Cameron secondo quanto riportato dal Sunday Times, gli agenti rischiano di essere incriminati se un sospetto colpito in scontri a fuoco muore per le ferite riportate. Nei giorni scorso un poliziotto che aveva ucciso nel Nord di Londra il 28enne Jermaine Baker, in circostanze ancora da chiarire, ha aperto un caso politico in tutto il Regno Unito. Dopo le stragi di Parigi, il Governo vuole rendere più difficile l’incriminazione degli uomini delle forze dell’ordine che aprono il fuoco non come avvertimento ma per eliminare una minaccia. Contro la proposta del governo si è già pronunciato duramente il leader del Labour Party Jeremy Corbyn, antimilitarista e da sempre dichiarato oppositore del cosiddetto “grilletto facile”. Del resto questo sarà per Cameron, oltre che il decimo anno da leader dei Tory, sicuramente uno dei suoi anni più difficili. Alle prese con un crisi migratoria sempre più pesante, con una situazione interna esplosiva sul fronte della sicurezza nazionale e con degli elettori sempre più a favore di un’uscita dall’Europa, il rampollo di Eton, che è riuscito a far dimenticare Blair, deve tentare di portare a casa condizioni migliori per gli inglesi in ambito europeo e allo stesso tempo indire entro il 2017 quel referendum su Brexit che promise con slancio calcolato durante la sua seconda campagna elettorale.

CLIMA ROVENTE
Cameron sa che il tipo di eredità politica che si appresta a lasciare dipende in gran parte da quello che riuscirà ad ottenere in Europa, ma anche da come evolverà la situazione in Medio Oriente. E se il fronte europeo sembra caldo, quello arabo è rovente. La sua ultima decisione di appoggiare i bombardamenti in Siria ha scatenato molte polemiche. E la sua campagna del 2011 per rovesciare Gheddafi in Libia, è rimasta un punto controverso. Eppure “penso ancora che la Libia sia un paese migliore senza di lui”, ha dichiarato in una recente intervista allo Spectator, “adesso bisogna lavorare con il nuovo Governo, ci vuole tempo, non esistono risposte semplici in nessun caso”.