I nuovi schiavi sono intrappolati dalla rete. Dipendenza da internet, ne soffre il 6% della popolazione mondiale. In Medio Oriente il tasso più alto

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

C’è un web vitale, quello della sharing economy, della partecipazione dal basso, della democratizzazione delle informazioni. E ce n’è uno tirannico, quello che alimenta le schiavitù psicologiche e rende gli utenti affetti da “dipendenza da internet”. Possedere un canale di accesso alla rete è fondamentale per non essere esclusi da quel macroscopico meccanismo di inclusione totale, che vede le ICT crescere a dismisura per livello tecnologico e volumi di traffico. L’elettronica si espande, l’e-commerce domina le vendite, i fornitori di rete sono sempre più competitivi al punto che l’unico modo per selezionare in modo razionale con quale compagnia sottoscrivere un abbonamento ADSL è porre le tariffe Fastweb a confronto con quelle di Alice, TeleTu, Infostrada e tutte le altre.

La rete ci possiede, non siamo più noi a controllarla, e forse non lo siamo mai stati. E a rilanciare la questione della dipendenza da internet è una ricerca condotta dall’Università di Hong Kong, pubblicata sulla rivista Cyberpsychology, Behavior, and Social Networking. Secondo lo studio, esiste una vera e propria patologia, una dipendenza dall’uso della rete che riguarda, in maniera disomogenea, l’intero pianeta.

Sempre stando a quanto rivelato dal rapporto degli accademici asiatici, il 6% della popolazione mondiale soffrirebbe di tale patologia. In Europa la dipendenza da internet riguarda il 2,6% della popolazione, in Medio Oriente ne sono affette 10,9 persone su cento. La dipendenza ha, come facilmente intuibile, implicazioni negative sulla vita di chi ne soffre, compromette la capacità di creare relazioni interpersonali e limita fortemente la quotidianità.

La ricerca ha riguardato un campione di 89 mila persone, suddivise in 31 Paesi del mondo, a loro volta raggruppati in 7 differenti macro-aree. Lo studio, tuttavia, non è stato in gradi di fare emergere una correlazione diretta fra rischio di dipendenza e facilità di accesso alla rete. Ma ulteriori scoperte sono solo rimandate. In fondo, lo studio degli hongkonghesi non ha alcuna portata innovativa e non fa che confermare quanto, da anni, si sa. Internet è una risorsa, a dir poco; è il sistema che ha impresso una nuova configurazione mondiale, ha rivoluzionato il modo di intendere i concetti di spazio e tempo, quello di democrazia e quello di diritto. Tutto, però, ha un prezzo, attendiamo di sapere quale sarà il nostro.