I politici prendono a morsi la Rai. Servizio pubblico tradito: Parigi meritava uno speciale. Ma allora a cosa serve Rainews se non si utilizza neanche con l’evento?

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

di Marco Castoro

Quando c’è da sparlare della Rai i politici sono tutti d’accordo. Da Sel a Forza Italia, dal Pd ai Cinque Stelle, passando per Ncd e Lega. La non copertura in diretta dell’attentato di Parigi con uno speciale in prima serata ha scosso la commissione di Vigilanza, i cui membri hanno puntato l’indice contro l’azienda diretta da Luigi Gubitosi. Non smantellare i palinsesti delle tre reti generaliste è stato ritenuto dai più un fatto grave. Tuttavia, va detto, che in certe occasioni più che con la pancia bisognerebbe ragionare con la testa. I vertici di Viale Mazzini hanno fatto bene a non dare la diretta. C’è un canale di all news sul digitale, visibile a tutti. Perché non concedergli la serata di gloria neanche quando è in corso un evento? Per chi avesse voluto continuare a seguire le notizie su Parigi c’era l’opzione Rainews, rilanciata anche con lo scroll. In molti l’hanno fatto, visto che il canale diretto da Monica Maggioni ha fatto registrare picchi di ascolti. In certi momenti della giornata è stato superato anche il 3% di share, che per le all news rappresenta un risultato eclatante. Che la notizia dell’attentato fosse molto seguita lo testimoniano i dati di ascolto dei tiggì della sera. Il Tg1 delle 20 ha raggiunto 7 milioni 69mila spettatori e uno share del 26,70%. Il Tg2 delle 20,30 è stato visto da 2 milioni 917mila con il 10,13% di share, mentre il Tg3 delle 19 ha portato a casa 2 milioni 748mila e il 13,14%. Anche lo speciale di Enrico Mentana in prima serata su La7 è andato bene: 4,74% di share. Ma non ha fatto il botto. Delle generaliste ha fatto meglio solo di Retequattro. Perdendo la sfida con tutti gli altri canali, i tre della Rai compresi. Quindi, l’idea di non andare in prima serata forse non è stata poi così sbagliata. «I giornalisti Rai hanno svolto un eccellente lavoro che inspiegabilmente non è stato valorizzato dai vertici Rai sulle reti generaliste», ha detto il consigliere Antonio Verro, che ha promesso di portare il caso in cda. Ieri sera è stato deciso di mandare in prima serata uno speciale di Agorà con Gerardo Greco.

 

RIFORMA IN STANDBY

Intanto sul fronte della riforma dell’informazione la Vigilanza ha chiesto al dg Gubitosi di aspettare che la commissione bicamerale si pronunci sulla bozza dell’atto di indirizzo dell’offerta informativa Rai, che i parlamentari hanno deciso di approvare dopo una serie di audizioni. L’atto, sul quale la bicamerale sarà chiamata a proporre emendamenti e a votare, si compone di 16 punti che impegnano la Rai «a valutare la possibilità di coordinare meglio l’informazione mediante una razionalizzazione delle risorse tecnologiche e professionali, anche al fine di impedire aggravi di spesa non sostenibili». L’atto invita l’azienda a privilegiare le risorse interne, a limitare l’acquisto di format esterni e a rafforzare le linee editoriali in modo da caratterizzare ciascuna testata giornalistica.

 

DISCOVERY TERZO POLO

Real Time e DMax, rispettivamente 8° e 9° canale più visto. In più Giallo, Focus, K2 e Fresbee. Nonché tutti i canali pay Discovery presenti su Sky e Mediaset Premium. Una galassia che sta crescendo (+12% in un anno). DMax ha aperto il palinsesto anche alle miniserie. Houdini è andata benissimo: 934.000 telespettatori con il 3,3% di share. Un successo che si aggiunge a quello della docufiction sulla famiglia dei nani, trasmessa da Real Time.

L'editoriale
di Gaetano Pedullà

Quel bivio tra il M5S e il Ponte sullo Stretto

Nei sondaggi della Ghisleri e Pagnoncelli non c’è traccia, ma in Italia non c’è partito che sta crescendo più di quello del cemento. I soldi del Recovery Plan permetteranno di aprire cantieri ovunque, e come da tradizione c’è la fila per costruire quello che capita,

Continua »
TV E MEDIA