I resti della Chiesetta di Faè saranno demoliti. Si salvò dal disastro del Vajont ora l’Anas vuole abbattere tutto. Il proprietario annuncia barricate e si autodenuncia alla Procura di Belluno

Share on facebook
Share on twitter
Share on whatsapp
Share on telegram

Alcuni resti dell’antica chiesetta di Faè, nel comune di Longarone, scampati dal disastro del Vajont del 9 ottobre 1963, stanno per essere demoliti dall’Anas per fare spazio ad una variante sulla statale Alemagna, in vista dei Mondiali di Cortina 2021. A denunciarlo è il proprietario, Giovanni Battista Protti, autodenunciandosi alla Procura di Belluno dopo aver annunciato che domani tenterà in ogni modo di bloccato l’Anas. Protti ha detto che porterà trattori e altri mezzi per non far entrare le autorità. “Quel sagrato – ha detto Protti – è l’ultima testimonianza del Vajont in Comune di Longarone, oltre alla chiesetta di Pirago. Sin dal 2017 ho informato dello scempio che ci sarebbe stato e scritto a Anas, Soprintendenza per i beni culturali, Provincia di Belluno e Comune di Longarone. Non ho ricevuto alcuna risposta. Procedo a un’auto-denuncia preventiva – ha scritto alla Procura – per quanto andrò a compiere. Signor Procuratore, ove l’impedire l’accesso comporti la violazione di precetti di rilevanza penale, desidero e sollecito che ella eserciti l’azione penale contro di me, per i reati che riterrà di configurare”.