I soldi del Recovery Fund fanno gola alle mafie. Morra: “E’ nostro dovere impedire che le risorse finiscano nelle mani sbagliate”

NICOLA MORRA
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“Le mafie, com’era prevedibile, vogliono mettere le mani sui soldi del Recovery Fund, in quanto le mafie sono finalizzate ad acquisire potere, ed il denaro, in una civiltà capitalista, è potere. Il quarto report dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazione nell’economia da parte della criminalità organizzata di tipo mafioso diretto dal prefetto Vittorio Rizzi, ha lanciato l’allarme”. E’ l’allarme lanciato dal presidente commissione Antimafia, Nicola Morra.

“Nell’attuale fase pandemica – prosegue l’esponente pentastellato – la criminalità sembra aver orientato i propri interessi sull’indebita percezione delle rilevanti e diversificate misure economiche di sostegno disposte dal governo e, prevedibilmente, sulle future risorse che saranno garantite nell’ambito del Recovery Fund. Gli ambiti in relazione ai quali finora è stato rilevato un maggiore aumento di segnalazioni sono quelli dell’abusivismo finanziario (+275,61%) – aggiunge Morra -, delle polizze di pegno (+95,83%), dell’abuso nei finanziamenti pubblici (+87%), delle vittime di usura (+20%) e dell’usura (+19,34%), delle operazioni con utilizzo di contante (+16,19%), delle imprese in crisi/rischi di infiltrazione criminale (+14,29%) e delle imprese in crisi (+11,02%)”.

“E’ nostro dovere impedire che le risorse necessarie al sostegno di persone – ha detto ancora il presidente dell’Antimafia -, famiglie ed imprese ed al rilancio della nostra società ed economia finiscano nelle mani sbagliate. C’è attenzione da parte delle Istituzioni e della magistratura al riguardo e questo fa ben sperare. La sfida tuttavia sarà vinta solo se, oltre a spendere velocemente le risorse in arrivo, sapremo attivare controlli specifici non solo a livello nazionale, ma anche europeo e mondiale. Come la pandemia ha favorito un’accelerazione nella ricerca scientifica, mi auguro che ne favorisca una analoga anche nella cooperazione europea sul contrasto alle mafie. Altrimenti il potere sarà sempre più criminale e sempre meno democratico”.